giovedì 13 agosto 2009

“RISTORANTI CONTO-FAI-DA-TE”

Dopo gli alberghi “a zero stelle” ecco qualcosa di analogo per i ristoranti. Leggete questa notizia, sentita in tv e che sono andata ad approfondire su internet per saperne di più e riportarne qui un resoconto.
Tutti abbiamo ascoltato nei giorni scorsi, la notizia alquanto bizzarra di quei poveri turisti giapponesi truffati in un noto ristorante vicino Piazza Navona, che si sono visti recapitare un conto alquanto “salato” per il cibo consumato con una cenetta “romantica”.
Scatta, quindi, la protesta da parte dei ristoratori romani, che non ci stanno a passare davanti a tutto il mondo come dei veri e propri truffatori. Il loro obiettivo è quello di mostrare a romani e turisti di passaggio che, nella città eterna, esistono anche persone oneste.
Ed ecco, allora, che nella Capitale due locali hanno aderito a questa nuova iniziativa. In questi tempi di crisi e con le truffe sempre dietro l’angolo, la singolare trovata sta riscuotendo il favore del pubblico, come era ovvio che fosse.
Probabilmente, altre osterie seguiranno l’esempio proposto. Ma tutto questo come funziona? In questo caso è il cliente che si assume la responsabilità di stabilire il prezzo di tutto ciò che ha mangiato. Si tratta di una sorta di conto «autogestito».
Ogni cliente, può mangiare quello che più desidera, anche le prelibatezze più squisite. Una volta consumato il pranzo o la cena, completa di antipasti, primi e secondi piatti, al momento di apprestarsi a pagare, ognuno decide la cifra che ritiene più opportuna, secondo il suo personale criterio. E, naturalmente, senza aver paura di essere giudicato per questo.
Sta naturalmente alla coscienza di ognuno non imbrogliare e non approfittarsi della buona fede dei ristoratori.
Chi vuole mangiare e pagare con il conto «fai da te», può recarsi per esempio, presso una pizzeria-osteria, al quartiere Prati, che offre tale servizio il mercoledì sera.
Oppure, tra piazza Navona e il Chiostro del Bramante c’è la “pizza fai-da-te”.
Una proposta originale preferita sopr
attutto dai clienti stranieri, che spianano e si condiscono la pizza, infornata poi dai pizzaioli.
Una piccola “trovata” che puo’ trasformare la pausa tra un monumento e l’altro in un ricordo simpatico.
In alternativa, si può andare in un ristorante, con menù vegetariano, situato all’Esquilino.
Dopo una scorpacciata di pizza, pasta e antipasto di mare, il conto lo decidi tu senza limitazioni negli ordini.
A Verona, invece, c’è il primo «ristorante fai da te» che presto aprirà anche a Milano. Tutto self service, senza camerieri: scegli i prodotti freschi preconfezionati dagli espositori, li scaldi al microonde e consumi al tavolo. Un’idea ancora una volta dettata dall’economicità: abbattere i costi del personale e ridurre le code al bancone e ai tavoli. Inoltre i piatti preparati monodose (a breve anche le mezze dosi) sono anche take away (da asporto).
Una domanda, però, mi viene spontanea: mentre da un lato si risparmia, dall’altro non si contribuisce alla diminuzione dei posti di lavoro?

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