Fortunatamente l’allarme lanciato nei giorni scorsi, che parlava della pena di morte da eseguire già oggi, mercoledì, è finora risultato vano, “anche se per lei la situazione rimane pericolosa”, come asserisce la stessa portavoce del Comitato internazionale contro le esecuzioni.
“Ad evitare la condanna a morte”, secondo la stessa portavoce, “sarebbero state le pressioni esercitate dai governi europei sul regime di Teheran”.
Continuiamo a lottare affinchè SAKINEH sia salva.
Auguri SAKINEH!!!!!!
mercoledì 3 novembre 2010
domenica 17 ottobre 2010
FRECCIAROSA: le donne viaggiano ad alta velocità
Frecciarosa è il progetto del Gruppo FS lanciato giovedì 30 settembre 2010, nel corso del Frecciarosa Day: un vero e proprio evento che ha illustrato tutte le iniziative in corso per il mese di ottobre tagliate su misura per un pubblico femminile.
Una campagna di informazione e sensibilizzazione sui temi della salute, dei diritti e della sicurezza delle donne, con consulenze gratuite a bordo di alcuni treni AV, distribuzione di materiali informativi, approfondimenti e interviste sulla web radio di FS.
La possibilità, inoltre, per le donne di viaggiare gratis sui treni della media e lunga percorrenza, se in compagnia della famiglia (un gruppo da 3 a 5 persone con almeno un bambino) e il sabato (anche se solo in coppia, con un passeggero pagante). Inoltre c’è l’opportunità di usufruire di un biglietto omaggio per i musei di Roma, Firenze, Venezia e Napoli esibendo il biglietto "Offerta Familia Ottobre e Sabato Rosa". L’inziativa coinvolge inoltre anche pattuglie Polfer di sole donne sui treni e nelle stazioni per informare sui temi della sicurezza.
mercoledì 13 ottobre 2010
"CILE, I MINATORI TORNANO ALLA VITA"
E' la fine di un incubo per i 33 minatori cileni
intrappolati, dal 5 agosto scorso, a 600 metri di profondità dopo un crollo
avvenuto nella miniera di San Josè.
Una capsula metallica sta riportando in
superficie gli operai.
Sono salvi, dopo essere stati sepolti vivi, per
più di due mesi. «Non ci trattate come star dello spettacolo o come giornalisti,
ma continuate a trattarci come Mario, il lavoratore, il minatore». Pochi minuti
dopo essere uscito dalle viscere della terra in cui è stato intrappolato con i
suoi 32 compagni Mario Sepulveda, elettricista, 39 anni, diventato famoso in
tutto il mondo come l'animatore dei filmini che in questi lunghissimi 69 giorni
i minatori hanno inviato in superficie, ha rivolto questo appello ai media di
tutto il mondo che stanno seguendo l'evento. «Sono super contento di vivere
questo momento - ha detto poi il minatore che appena uscito dalla capsula ha
abbracciato la sua famiglia e gridato «Viva Cile» - però questo paese deve
capire che possiamo avere dei cambiamenti nel mondo del lavoro». Parlando
dell'esperienza degli oltre due mesi passati sottoterra ha poi detto che «stavo
con Dio e con il diavolo, però mi sono aggrappato alla mano di Dio e in nessun
momento ho dubitato del fatto che Dio sarebbe venuto a salvarmi».
giovedì 7 ottobre 2010
A "Chi l’ha visto" in diretta la notizia della morte di Sarah Scazzi, uccisa dallo zio –
UNA RIFLESSIONE
Quanto si può dire "professionale" il comportamento della Sciarrelli a "Chi l'ha visto" dove la mamma di Sara Scazzi ha appreso in diretta dei tragici sviluppi della vicenda della figlia.Secondo me, pur di fare lo scoop è venuta meno ai principi deontologici del suo lavoro.
Bisognava spegnere le telecamere e chiudere il collegamento e la trasmissione.
Quanto si può dire "professionale" il comportamento della Sciarrelli a "Chi l'ha visto" dove la mamma di Sara Scazzi ha appreso in diretta dei tragici sviluppi della vicenda della figlia.Secondo me, pur di fare lo scoop è venuta meno ai principi deontologici del suo lavoro.
Bisognava spegnere le telecamere e chiudere il collegamento e la trasmissione.
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Attualità: La morte di Sara Scazzi
sabato 2 ottobre 2010
venerdì 1 ottobre 2010
2 OTTOBRE: FESTA DEI NONNI
I nonni hanno un ruolo speciale in ogni famiglia. Hanno storie interessanti da raccontare, organizzano festicciole in famiglia e sono ovviamente sempre disponibili.ORIGINI DELLA FESTA
L'idea di un giorno nazionale da dedicare ai nonni è venuta per prima ad una casalinga del West Virginia, Marian Mc Quade.
La signora Mc Quade, mamma di 15 figli e nonna di 40 nipoti, iniziò la campagna nel 1970, ma lavorava con gli anziani già dal 1956.
Nel 1978, l'allora Presidente americano, Jimmy Carter, proclamò che la festa nazionale dei nonni (Grandparents Day) fosse celebrata ogni anno la prima domenica di settembre dopo il Labor Day.
In questo giorno in America le scuole, la chiesa e le organizzazioni specifiche onorano nonni e anziani con speciali manifestazioni.
Alcune famiglie, in questo giorno, si radunano dilettandosi con giochi da tavolo che facilmente favoriscono gli incontri "generazionali" tra giovani e anziani.
FESTA DEI NONNI, PERCHE'?
Innanzitutto per dire grazie. Un "grazie" particolare a due figure fondamentali della famiglia e della società intera: il nonno e la nonna.
Il 2 ottobre si celebra la ancora “giovane” festa dei nonni. Istituita nel 2005 dal Parlamento che ha riconosciuto ufficialmente il ruolo fondamentale dei nostri nonni e non sfigura certamente accanto alla festa del papà e a quella della mamma.
E' davvero importante festeggiare i nonni in un grande abbraccio, ricordandoci quanto questa figura dia ogni giorno, in termini di aiuto concreto (e soprattutto dal punto di vista umano), alle loro famiglie e ai loro nipoti. Nonni e nonne, veri e propri angeli custodi di nipoti e bambini.
Il 2 ottobre, festa degli Angeli Custodi, é l'occasione per manifestare attraverso una grande "Festa dei Nonni" tutta la sincerità dei sentimenti di amore, affetto, riconoscenza, tenerezza, che riescono a suscitare in nipoti e bambini.
È quello fra nonni e nipoti un rapporto incantato dove i sentimenti trovano una giocosa espressione di purezza, spontaneità, trasporto incondizionato.
La giornata a loro dedicata é il riconoscimento ufficiale del loro valore sociale, ma soprattutto educativo, affettivo, culturale e personale nei confronti dei nipoti, che in poco tempo ha riscosso un unanime consenso.
La "Festa dei Nonni" diventa infatti istituzionale nel 2005. Niente più dubbi quindi sulla "dovuta importanza al ruolo svolto dai nonni all'interno delle famiglie e della società in generale". Ricordo ancora il primo anno in cui fu istituita questa festa. Decidemmo subito di festeggiarla a scuola improvvisandola un po’, dato che eravamo ai primissimo giorni di scuola. Invitammo tutti i nonni degli alunni e con loro festeggiammo in maniera molto allegra e spontanea questa giornata a loro dedicata. Ogni bambino, oltre a fare un regalino simbolico ai propri nonni, dedicava loro anche una breve poesia o canzoncina. Insomma erano i “bambini” a prendersi cura dei "loro nonni"; per una volta i ruoli erano invertiti.
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Ricorrenze: Festa dei nonni
domenica 26 settembre 2010
CONTINUANO ...GLI STRAFALCIONI LINGUISTICI (II parte)
Riprendo il discorso già affrontato tempo fa con gli "strafalcioni linguistici" molti dei quali sono stati ripresi dalla rete.
Questa volta riguardano frasi sentite in LIBRERIA e in negozi di DISCHI E STRUMENTI MUSICALI.
IN LIBRERIA
Il giardino dei Finti Continui.
Il diario di Anna Falchi.
Il fu Maria Pascal.
Lo Zabaione di Leopardi.
Giovanna d'Arcore.
Il gobbo di Nostradamus.
La congiura di Caterina.
La vedova di Monza.
Il Guinness dei pirati.
I cavalieri del tavolo rotondo.
L'ultimo dei Caimani.
Il principe delle tenere.
Il Monte di Contecristo
Madre Teresa di Gallura.
L'ultimo libro di Luciano Decrescente.
Mi creda signore, il fatto che c'è scritto "Stampato nel 1965" non vuol dire che è scaduto.
Scusi, avete la cassetta dei sette porcellini?
Pensiero e opere del filosofo greco Clitoride.
La baronessa di Cariddi.
Anna Balena.
Castore e Pollicino.
L'arcipelago Goulash.
L'amante di Lady Charleston.
Scusi, avete la cassetta del lupo mannaio?
Vorrei un compasso ed un cognometro.
Posso guardare un'occhiata ai libri nuovi?
Non so decidermi, mi può dare qualche suggestione?
FRA DISCHI E STRUMENTI MUSICALI
La ragazza di D'Alema.
L'ultimo CD di Lucio Dallas.
Le canzoni di Culus Iglesias.
Un disco di Uretra Franklin.
Un disco di Jella Fitzgerald.
"Bye-bye baby" di Marilyn Morroidi.
L'ultimo CD degli Sbandau Ballet,
Le canzoni di Cimabue.
La Semipiramide di Rossini.
La bella addormentata e Don Bosco.
La Carmen di Bidet.
Mio nipote suona il fax.
Che bella musica! Ho la pelle caponata.
Avete mandorlini?
Little Tony è sempre sulla freccia dell'onda.
Ramazzotti ha vinto il disco di platano.
Il CD degli Hula-op.
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Umorismo: Strafalcioni linguistici II parte
martedì 21 settembre 2010
Anche Sandra ci ha lasciato , si è ricongiunta al suo Raimondo
E così ci ha lasciato anche Sandra.
L'attrice Sandra Mondaini è morta, questa mattina poco prima delle 13, all'ospedale San Raffaele di Milano dove era ricoverata da circa 10 giorni. Aveva 79 anni: era nata l'1 settembre del 1931.
Lo scorso aprile era morto il marito, Raimondo Vianello, e lei era rimasta molto provata, tanto da essere ricoverata anche in una casa di cura.
Adesso Sandra ha raggiunto Raimondo, la persona con cui ha condiviso non solo le gioie dell'amore ma anche i successi artistici. E magari giocheranno insieme a carte lassù e continueranno a scherzare e a divertirsi come ci hanno divertito in tutti questi anni in televisione.
CIAO SANDRA E PORTA IL NOSTRO SALUTO ANCHE A RAIMONDO!!!!!
L'attrice Sandra Mondaini è morta, questa mattina poco prima delle 13, all'ospedale San Raffaele di Milano dove era ricoverata da circa 10 giorni. Aveva 79 anni: era nata l'1 settembre del 1931.
Lo scorso aprile era morto il marito, Raimondo Vianello, e lei era rimasta molto provata, tanto da essere ricoverata anche in una casa di cura.
Adesso Sandra ha raggiunto Raimondo, la persona con cui ha condiviso non solo le gioie dell'amore ma anche i successi artistici. E magari giocheranno insieme a carte lassù e continueranno a scherzare e a divertirsi come ci hanno divertito in tutti questi anni in televisione.
CIAO SANDRA E PORTA IL NOSTRO SALUTO ANCHE A RAIMONDO!!!!!
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Attualità: Anche Sandra ci ha lasciato
lunedì 20 settembre 2010
Afghanistan, a Roma l'addio all'incursore morto a Farah
Si sono svolti questo pomeriggio a Roma i funerali di Alessandro Romani, l'incursore che ha perso la vita in Afghanistan la scorsa settimana.
"Alessandro in Afghanisian voleva che gli ordigni non spegnessero più i sogni dei bambini, che le donne non fossero più sfigurate e lapidate, che gli uomini non fossero più legati su pali in attesa della morte, dinanzi agli occhi dei figli", ha detto Monsignor Pelvi nell'omelia.
Romani era rimasto ferito assieme a un collega durante l'operazione di cattura di alcune persone che poco prima avevano piazzato un ordigno sulla strada nel distretto di Bakwa.
Con la morte dell'incursore Alessandro Romani è salito a 30 il numero di militari che in questi anni hanno perso la vita nel Paese.
L'ultimo attentato mortale si era verificato a Herat lo scorso luglio, quando due genieri avevano perso la vita in un'esplosione durante l'operazione di disinnesco di un ordigno.
La bara del tenente 36enne, Alessandro Romani morto per le ferite riportate in una sparatoria nella provincia di Farah venerdì scorso, ha fatto il suo ingresso nella Basilica di Santa Maria degli Angeli avvolta nel tricolore e salutata da un picchetto d'onore, tra gli applausi della gente.
Alle esequie solenni, celebrate dall'ordinario militare monsignor Vincenzo Pelvi, hanno preso parte il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, i presidenti di Senato e Camera Renato Schifani e Gianfranco Fini, rappresentanti del governo e della politica e i vertici militari."Alessandro in Afghanisian voleva che gli ordigni non spegnessero più i sogni dei bambini, che le donne non fossero più sfigurate e lapidate, che gli uomini non fossero più legati su pali in attesa della morte, dinanzi agli occhi dei figli", ha detto Monsignor Pelvi nell'omelia.
Romani era rimasto ferito assieme a un collega durante l'operazione di cattura di alcune persone che poco prima avevano piazzato un ordigno sulla strada nel distretto di Bakwa.
Con la morte dell'incursore Alessandro Romani è salito a 30 il numero di militari che in questi anni hanno perso la vita nel Paese.
L'ultimo attentato mortale si era verificato a Herat lo scorso luglio, quando due genieri avevano perso la vita in un'esplosione durante l'operazione di disinnesco di un ordigno.
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Varie: I funerali dei Alessandro Romani
sabato 18 settembre 2010
IL MIRACOLO DEL SANGUE DI SAN GENNARO
Domani, 19 settembre, San Gennaro, è il giorno in cui continua a perpetuarsi il famoso miracolo o almeno lo si spera.
Si ritiene che una pia donna avesse raccolto in due ampolle il sangue di San Gennaro per consegnare poi la preziosa reliquia al vescovo di Napoli.
Tre volte l'anno (il sabato precedente la prima domenica di maggio e negli otto giorni successivi; il 19 settembre e per tutta l'ottava delle celebrazioni in onore del patrono, ed il 16 dicembre), durante una solenne cerimonia religiosa guidata dall'arcivescovo, i fedeli accorrono per assistere al miracolo della liquefazione del sangue di san Gennaro.
Il sangue contenuto nelle ampolle di vetro è oggi oggetto di profonda venerazione con le altre reliquie conservate nel Duomo di Napoli.
I grumi rappresi scuri e solidi spontaneamente si sciolgono. Il sangue ribolle ed assume il colore rosso vivo.
Le modalità con le quali avviene lo scioglimento: tempo, intensità del sangue sono considerate di buon auspicio per la città se avvengono senza indugi, nel caso contrario sono di segno sfavorevole.
Un analogo fenomeno, anch'esso ritenuto miracoloso, si suppone che avvenga anche a Pozzuoli, dove, nella chiesa di San Gennaro presso la Solfatara, su di una lastra marmorea su cui si afferma che Gennaro fosse stato decapitato e che sia impregnata del suo sangue, ancora oggi c'è chi sostiene che delle tracce rosse diventino di colore più intenso e trasuderebbero in concomitanza con il miracolo più importante che avviene a Napoli.ED ORA QUALCHE NOTIZIA SULLA VERA STORIA DI SAN GENNARO, PROTETTORE DI NAPOLI
Pochi sanno che Ianuario era il vero nome di S.Gennaro. Discendeva, infatti dalla famiglia gentilizia Gens Januaria sacra al bifronte dio Giano. Qundi Gennaro (trasformazione napoletana di Ianuario) non era il suo nome, bensì il cognome. Fonti non ufficiali affermano che il suo nome fu Procolo.A quei tempi, Gennaro, vescovo di Benevento (si, di Benevento e non di Napoli!), insieme a Desiderio e Festo (uno lettore, l'altro diacono) si reco' a Pozzuoli per fare visita ai fedeli. Saputo di questo viaggio, Sessio (diacono dell'odierna Miseno) gli ando' incontro. Quest'ultimo venne, pero', fermato lungo la strada ed arrestato per ordine di Dragonzio, giudice anticristiano.
Saputo dell'accaduto, i tre (Gennaro, Festo e Desiderio) sentirono il dovere di far visita all'amico finito in carcere a causa loro. Dragonzio approfitto' dell'occasione per arrestare anche i tre. La sentenza fu di "adorazione forzata degli idoli agli altari pagani". Naturalmente i tre si rifiutarono.
Al rifiuto, Dragonzio sentenzio': "Divorati dalle belve nell'anfiteatro". Si scateno' la ribellione della comunita' cristiana che ottenne solo la conversione della pena: decapitazione.
A sentenza eseguita, alcuni cristiani si incaricarono di seppellire i martiri e di conservare un po' del loro sangue, rito usuale all'epoca dei fatti. Il sangue di Gennaro fu tenuto in custodia dalla sua nutrice mentre il corpo veniva sistemato prima a Fuorigrotta e poi in quelle che oggi sono le Catacombe di S.Gennaro a Capodimonte. Cio' avvenne circa un secolo dopo la sua morte, durante il mese di Aprile, in cui ancora oggi si ritualizza una delle due liquefazioni annuali.
Fu proprio in questo periodo, secondo alcuni storici, che si verifico' la prima liquefazione. Si noto' che, in vicinanza delle ossa del Santo, il contenuto delle ampolle da solido diventava liquido. Ma la data ufficiale della prima liquefazione e' il 1389.
AGGIORNAMENTO DI OGGI \19 SETTEMBRE 2910
NAPOLI - Alle 9.22 di questa mattina si è ripetuto il prodigio del miracolo di San Gennaro. L'arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, ha dato l'annuncio dall'altare della cattedrale, dove fin dalle prime ore del mattino si sono ritrovati centinaia di fedeli. La teca, contenente il sangue del patrono di Napoli che si è liquefatto, è stata prelevata dalla Cappella del Tesoro e portata in processione fino sull'altare dove il cardinale ha dato l'annuncio accolto da un caloroso applauso.
"Napoli ha sempre vissuto di pane e di speranza. Ora sembra che siamo arrivati ad un punto di svolta: niente è scontato, né il pane né la speranza. Come è potuto accadere". Lo ha detto il cardinale Crescenzio Sepe nel corso dell'omelia per il prodigio del miracolo di San Gennaro. L'arcivescovo di Napoli ha richiamato tutti a fare "un serio esame di coscienza collettiva nel quale tutti, per la parte di propria competenza, sono chiamati in causa".
Londra: arrestati sei musulmani, progettavano di uccidere il Papa
Sono stati arrestati all'alba del 17 settembre i sei musulmani tra cui alcuni algerini che stavano preparando un attentato al Papa che in questi giorni è in visita a Londra. Dovevano prendere servizio come operatori ambientali nella zona di Westminster, lo stesso luogo dove il Papa era atteso nel pomeriggio per un incontro con gli ex-ministri (Margaret Thatcher, john Major, Tony Blair, Gordon Brown) ed altri vip.
La polizia inglese è arrivata a conoscenza dei presunti attentatori la notte precedente ed ha valutato bene di mettere il Papa al sicuro da eventuali attentati.
Il portavoce del vaticano, padre Federico Lombardi, ha assicurato che il Papa rispetterà il programma prestabilito e che non è stato turbato dall'evento.
Scotland Yard ha affermato che i piani di sicurezza predisposti per l'arrivo e le permanenza del papa sono stati programmati e gestiti minuziosamente dal momento che l'arrivo del papa avrebbe potuto destare l'attenzione di terroristi in una zona che è già in allerta da tempo e sopprattutto da quando il pastore americano, Terry Johns, ha ravvivato la tensione con il “Burn a Kuran day” tra occidente e mondo musulmano.
Sventato grazie alla prontezza delle forze dell'ordine inglesi il possibile attentato a Papa Benedetto XVI che avrebbe ricordato necessariamente la sofferenza della lotta tra la vita e la morte di quel papa, Giovanni Paolo II, che vinse miracolosamente quella battaglia dopo l'attentato del turco Ali Agca nel 1981.
La polizia inglese è arrivata a conoscenza dei presunti attentatori la notte precedente ed ha valutato bene di mettere il Papa al sicuro da eventuali attentati.
Il portavoce del vaticano, padre Federico Lombardi, ha assicurato che il Papa rispetterà il programma prestabilito e che non è stato turbato dall'evento.
Scotland Yard ha affermato che i piani di sicurezza predisposti per l'arrivo e le permanenza del papa sono stati programmati e gestiti minuziosamente dal momento che l'arrivo del papa avrebbe potuto destare l'attenzione di terroristi in una zona che è già in allerta da tempo e sopprattutto da quando il pastore americano, Terry Johns, ha ravvivato la tensione con il “Burn a Kuran day” tra occidente e mondo musulmano.
Sventato grazie alla prontezza delle forze dell'ordine inglesi il possibile attentato a Papa Benedetto XVI che avrebbe ricordato necessariamente la sofferenza della lotta tra la vita e la morte di quel papa, Giovanni Paolo II, che vinse miracolosamente quella battaglia dopo l'attentato del turco Ali Agca nel 1981.
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Attualità: Sventato attentato al Papa
mercoledì 8 settembre 2010

Un cauto sospiro di sollievo…per il mondo intero
Il ministro degli esteri dell’Iran: “Sospesa la pena. Il verdetto è sotto revisione”
Il ministro degli Esteri iraniano ha dichiarato che è stata sospesa la pena alla lapidazione di Sakineh Mohammad Ashtian, la donna condannata per adulterio e complicità nell’omicidio del marito. “Il verdetto – ha dichiarato un portavoce del ministero – è stato fermato ed è sotto revisione”.
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Attualità: Sospesa condanna Sakineh
giovedì 2 settembre 2010
SALVIAMO SAKINEH....DALLA LAPIDAZIONE
Anche Napoli si mobilita per la disumana e barbara condanna inflitta a Sakineh.
Il sindaco e la giunta comunale di Napoli prendono decisa, ferma posizione, contro la condanna a morte per lapidazione della giovane Sakineh. Non ci sono parole per commentare questa vergognosa “condanna”. In mancanza di sufficienti elementi di giudizio, non sta a noi dirimere qui la questione della presunta colpevolezza o dell’innocenza di questa donna, ma è giusto che tutto il mondo si mobiliti affinchè si ponga fine a questa barbarie costituita dalla pena che vogliono infliggerle: la morte per lapidazione (dopo aver già subito 99 frustate come punizione pubblica e a titolo di ” esempio”, in presenza di suo figlio).
E’ una vergogna per l’umanità!
Se sia colpevole o meno, questo spetta scoprirlo a chi di dovere, ma resta comunque il fatto che la pena sia disumana e che cozzi enormemente con il principio della carità divina e con il principio del rispetto della vita umana.
Infine propongo, a chi volesse farlo ed ancora non lo avesse fatto, ad associarsi con la propria firma all’appello lanciato in tutto il mondo.
La petizione è aperta anche sul sito di Repubblica.
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Attualità: Salviamo Sakineh
martedì 17 agosto 2010
"E' MORTO FRANCESCO COSSIGA"
Il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, è deceduto alle 13.18 di oggi 17 agosto per arresto cardiocircolatorio. Aveva compiuto 82 anni. Nato il 26 luglio 1928 a Sassari, 'enfant prodige' della Democrazia Cristiana del dopoguerra, ha ricoperto tutti gli incarichi di governo possibili, da ministro dell'Interno a presidente del Consiglio. E' stato presidente del Senato ed il più giovane e votato presidente della Repubblica.
Il presidente emerito della Repubblica era ricoverato da lunedi' della scorsa settimana al policlinico Gemelli.
Nel bene e nel male perdiamo un grande protagonista della vita politica italiana, prima come membro-cardine della Democrazia Cristiana - al centro degli eventi ruotanti intorno all’omicidio Moro, quando sostenne la linea delle fermezza - poi come Presidente della Repubblica.
Nel 1990 cambia stile. Diventa il "picconatore", attacca il Csm, la Corte Costituzionale e il sistema dei partiti. Lo fa, dice, per "togliersi qualche sassolino dalle scarpe". Sollecita una grande riforma dello Stato e se la prende con diversi esponenti politici. C'é chi arriva a dargli del matto: lui risponde di "farlo, non di esserlo".
A LUI VA UN SALUTO, BUON VIAGGIO PRESIDENTE!!!!
Il presidente emerito della Repubblica era ricoverato da lunedi' della scorsa settimana al policlinico Gemelli.
Nel bene e nel male perdiamo un grande protagonista della vita politica italiana, prima come membro-cardine della Democrazia Cristiana - al centro degli eventi ruotanti intorno all’omicidio Moro, quando sostenne la linea delle fermezza - poi come Presidente della Repubblica.
Nel 1990 cambia stile. Diventa il "picconatore", attacca il Csm, la Corte Costituzionale e il sistema dei partiti. Lo fa, dice, per "togliersi qualche sassolino dalle scarpe". Sollecita una grande riforma dello Stato e se la prende con diversi esponenti politici. C'é chi arriva a dargli del matto: lui risponde di "farlo, non di esserlo".
A LUI VA UN SALUTO, BUON VIAGGIO PRESIDENTE!!!!
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Attualità: E' morto Francesco Cossiga
venerdì 13 agosto 2010
mercoledì 11 agosto 2010
STRAFALCIONI LINGUISTICI
Ed ora un po' di buonumore! Questi sono solo alcuni degli strafalcioni linguistici che ho trovato in rete. Riguardano il mondo della scuola (insegnanti ed alunni). Cominciate a leggere e a....sorridere (per non piangere), poi, in seguito, arriveranno anche altri che riguardano altre categorie di persone.
A scuola
Gli insegnanti spiegano, educano, consigliano... e rimproverano...
Per favore ragazzi, un attimo di concentramento !
Professoressa, oggi la vedo raggiosa!
Non si dice raggiosa, si dice radiante!
Ragazzi adesso fate una bella pausa e rifucilatevi.
Se in questo momento Dante fosse vivo, si rivolterebbe nella tomba.
Tu capisci sempre a scopo ritardato.
In questa classe c'è troppo lassativismo.
Allontano gli alunni Russo e Marino perché durante l'ora di storia hanno ripetutamente ingiuriato il compagno Giuseppe Di Giuseppe chiamandolo Pinot di Pinot.
Non voglio sentire voci sottovoce
Tu del penultimo banco e il tuo didietro fate silenzio!
Cos'è il lavoro nero?
Quello dei marocchini.
I galletti ruspanti sono le galline allevate nei cortili.
Fammi un esempio di verbo attivo.
Io mangio la mela.
Volgilo al passivo.
Io non mangio la mela.
Perché sarebbe passivo?
Perché sono passivo, sto fermo e non mangio la mela.
Quattuor milia hominum occidit ... (Uccise quattromila uomini ...) Quatto quatto uccise mille uomini...
Caesar, ventis secundis, in Lydiae litora pervenit ... (Cesare, con i venti favorevoli, giunse alle spiagge di Lidia ...) Cesare, in venti secondi, si infilò nel letto di Lidia ...
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Umorismo: Strafalcioni linguistici
venerdì 6 agosto 2010
RISOTTO ALLA CREMA DI ZUCCHINE CON SPOLVERATA DI CANNELLA..... consigliato da Giuliano
Giuliano, che è un buongustaio amante della buona cucina ed un appassionato e cultore della "cannella", ci suggerisce la ricetta di un risotto, in cui fa capolino questa spezia.
RISOTTO ALLA CREMA DI ZUCCHINE CON SPOLVERATA DI CANNELLA
Ingredienti
brodo vegetale 1 cipolla
In un tegame con 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva far appassire una cipolla tagliata finemente.
Mondare e lavare con cura le zucchine.
Tritare la metà delle zucchine e tagliare a julienne l’altra parte.
Mettere tutto nel tegame con la cipolla.
Versare mezzo bicchiere di vino bianco secco e alzare la fiamma.
Quando l’alcol sarà evaporato abbassare nuovamente il fuoco, unire le olive, l’uvetta e regolare di sale e di pepe.
Aggiungere il riso e farlo tostare, quindi procedere alla cottura versando di volta in volta del brodo caldo.
A cottura ultimata aggiungere 60 grammi di parmigiano grattugiato e il prezzemolo tritato.
Spegnere la fiamma e far riposare per 30 secondi.
Presentazione
Servire con una spolverata di cannella e con scaglie di parmigiano.
Terminare con un giro di olio extravergine d’oliva e servire.
N.B.
Le olive taggiasche,come saprete certamente, sono un prodotto tipico della Liguria e non facilmente reperibili in altre zone, quindi vanno bene anche altre olive in salamoia.
Ingredienti
350 grammi di zucchine 2 cucchiai di uva passa
olio extra vergine d'oliva prezzemolo tritato
q.b. di sale q.b. di pepe
320 grammi di riso Carnaroli cannella in polvere
3 cucchiai di olive taggiasche 100 grammi di parmigianobrodo vegetale 1 cipolla
Preparazione
In un tegame con 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva far appassire una cipolla tagliata finemente.Tritare la metà delle zucchine e tagliare a julienne l’altra parte.
Mettere tutto nel tegame con la cipolla.
Versare mezzo bicchiere di vino bianco secco e alzare la fiamma.
Quando l’alcol sarà evaporato abbassare nuovamente il fuoco, unire le olive, l’uvetta e regolare di sale e di pepe.
Aggiungere il riso e farlo tostare, quindi procedere alla cottura versando di volta in volta del brodo caldo.
A cottura ultimata aggiungere 60 grammi di parmigiano grattugiato e il prezzemolo tritato.
Spegnere la fiamma e far riposare per 30 secondi.
Presentazione
Servire con una spolverata di cannella e con scaglie di parmigiano.
Terminare con un giro di olio extravergine d’oliva e servire.
N.B.
Le olive taggiasche,come saprete certamente, sono un prodotto tipico della Liguria e non facilmente reperibili in altre zone, quindi vanno bene anche altre olive in salamoia.
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Ricette: Risotto alla crema di zucchine
domenica 1 agosto 2010
Alla riscoperta della nostra fanciullezza con “BELLEZZE IN BICICLETTA” di Adele Grisendi -
E’ tempo d’estate, in vacanza si legge di più….sotto l’ombrellone, in giardino e in qualsiasi altro luogo fresco e di relax.
Pertanto vi voglio far conoscere un libro che ho letto qualche mese fa e che mi fu consigliato da mia figlia che lo aveva comprato. Mi disse: ” Mamma, leggilo, perchè è ambientato ai tempi tuoi, quando eri una ragazzina”. La cosa mi incuriosì non poco e cominciai a leggerlo. E’ talmente scorrevole che si legge velocemente. Fa riaffiorare alla mente molte cose ed episodi della nostra fanciullezza, ovviamente mi riferisco a coloro che sono intorno ai 60 anni, poco più o poco meno.
E’ il mondo di una ragazza di campagna negli anni del “boom economico”.
Il corso delle stagioni scandisce questo album dei ricordi di una bambina, e poi di una ragazza, cresciuta nella campagna emiliana tra gli anni Cinquanta e Sessanta.
La voce dell'autrice conduce il lettore dentro il suo piccolo mondo. In quella società, ormai alle soglie del boom, a dominare era la famiglia patriarcale. Gli anziani venivano temuti e rispettati. Gli uomini avevano comunque l'ultima parola. I più piccoli erano comandati a bacchetta, pur godendo di una libertà oggi impensabile, grazie a un mondo meno pericoloso. Ma le vere protagoniste erano le donne. Capaci di sobbarcarsi l'onere di un doppio, faticoso lavoro nei campi e a casa, non rinunciavano a far sentire la propria voce e a protestare con forza.
Adele Grisendi è nata a Montecchio Emilia nel 1947. Oggi, dopo aver lavorato per diversi anni in CGIL, dirige dal 1990 il Centro di documentazione sui servizi pubblici innovativi a disposizione dei cittadini "Il cittadino ritrovato" e dal 1995 direttrice di "Tempomat", osservatorio nazionale delle banche del tempo, da lei ideato. Ma Grisendi trova spesso il tempo per tornare nella sua campagna, tra i profumi, i sapori e gli affetti dell'infanzia e il desiderio di raccontare, con affetto e ironia, perché il ricordo di "quella vita più povera, ma più pulita, più semplice, più libera" e "la storia delle donne forti" della sua terra non vada perduta.
Pertanto vi voglio far conoscere un libro che ho letto qualche mese fa e che mi fu consigliato da mia figlia che lo aveva comprato. Mi disse: ” Mamma, leggilo, perchè è ambientato ai tempi tuoi, quando eri una ragazzina”. La cosa mi incuriosì non poco e cominciai a leggerlo. E’ talmente scorrevole che si legge velocemente. Fa riaffiorare alla mente molte cose ed episodi della nostra fanciullezza, ovviamente mi riferisco a coloro che sono intorno ai 60 anni, poco più o poco meno.Il corso delle stagioni scandisce questo album dei ricordi di una bambina, e poi di una ragazza, cresciuta nella campagna emiliana tra gli anni Cinquanta e Sessanta.
La voce dell'autrice conduce il lettore dentro il suo piccolo mondo. In quella società, ormai alle soglie del boom, a dominare era la famiglia patriarcale. Gli anziani venivano temuti e rispettati. Gli uomini avevano comunque l'ultima parola. I più piccoli erano comandati a bacchetta, pur godendo di una libertà oggi impensabile, grazie a un mondo meno pericoloso. Ma le vere protagoniste erano le donne. Capaci di sobbarcarsi l'onere di un doppio, faticoso lavoro nei campi e a casa, non rinunciavano a far sentire la propria voce e a protestare con forza.
Abituati, noi, oggi a vivere circondati dalla tecnologia, dai computer ai forni a microonde, automobili sempre più grandi e sofisticate, televisioni e videoregistratori, telefoni cellulari e mille altri aggeggi elettronici ed informatici, stentiamo a ricordarci che cos'era la vita soltanto mezzo secolo fa. Mia figlia mi guarda quasi scandalizzata quando le dico che quando sono nata (1947), la televisione in Italia non esisteva! Eppure gli anni a cavallo della metà dello scorso secolo erano così: soltanto pochi ricchi cittadini possedevano un'automobile, non c'erano televisori, il bucato si faceva a mano e nelle cucine c'erano, se ce lo si poteva permettere, le ghiacciaie. Io, per quanto mi riguarda, la prima tv in casa mia l’ho vista intorno agli anni ’60.
Mio padre preferì comprare prima la lavatrice, semiautomatica, con il cestello per lavare da una parte e la centrifuga dall’altra, solo perché mia madre già allora soffriva di artrosi. Solo dopo alcuni anni comprò la tv.
"Bellezze in biciclette", il libro di Adele Grisendi pubblicato da Sperling & Kupfer, è un viaggio attraverso quegli anni, in una campagna emiliana(Montecchio) dove la bicicletta era l'unico mezzo di trasporto. "Le storie semplici che si susseguono in queste pagine sono dettate dai ricordi di una bambina e dipingono un mondo del quale non si parla mai. Sepolto nella memoria delle tante donne della mia generazione, cresciute come me nei casolari di campagna tra Reggio Emilia e Parma", scrive l'autrice. Attraverso le stagioni, le nevicate invernali, i profumi della primavera e dell'autunno, il caldo estivo e le notti invernali nelle stalle, i primi fiori, la mietitura, la vendemmia, le semine, gli orti, i frutteti, scorre una vita che "per la maggior parte delle famiglie era davvero povera". Eppure la struttura patriarcale della famiglia, la solidarietà con i vicini, la semplicità con cui si affrontava una vita lontanissima dalla mentalità consumistica di oggi, permetteva di vivere decorosamente e con intensi momenti di allegria e di festa. Tra i grandi cappelli di paglia e le ciotole fumanti di pasta fatta in casa, tra nonni prepotenti e serate danzanti, tra mucche, cavalli, galline, anatre e corredi preparati imparando il ricamo nella scuola delle suore, tra il piacere di un gelato e riti importanti come l'uccisione del maiale e i materassi fatti sull'aia, si segue la crescita della bambina Adele, ormai diventata grande e che, dalle esperienze di una vita non facile, ha tratto la forza e la saggezza per affrontare un mondo più grande e più difficile di quello in cui è nata e cresciuta.
BREVE BIOGRAFIA (notizie riprese dal retro di copertina)
Adele Grisendi è nata a Montecchio Emilia nel 1947. Oggi, dopo aver lavorato per diversi anni in CGIL, dirige dal 1990 il Centro di documentazione sui servizi pubblici innovativi a disposizione dei cittadini "Il cittadino ritrovato" e dal 1995 direttrice di "Tempomat", osservatorio nazionale delle banche del tempo, da lei ideato. Ma Grisendi trova spesso il tempo per tornare nella sua campagna, tra i profumi, i sapori e gli affetti dell'infanzia e il desiderio di raccontare, con affetto e ironia, perché il ricordo di "quella vita più povera, ma più pulita, più semplice, più libera" e "la storia delle donne forti" della sua terra non vada perduta.
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Llibri e relax: "Bellezze in bicicletta"
giovedì 29 luglio 2010
"LA TORTA CAPRESE ....com'è nata e la ricetta"
Spesso parlando con qualcuno che non è di Napoli e dintorni ho notato che si confonde la "Torta Caprese" con "La caprese". (quella con mozzarella, pomodori e basilico, per intenderci).
Quindi approfitto dell’occasione e posto qui, a beneficio di coloro che volessero riprodurla, la ricetta e la sua origine. Premetto che ha una preparazione piuttosto lunga, ma non è difficile.
Ma andiamo con ordine. Prima vediamo com' è nata.
La storia del dolce al cioccolato più amato al mondo
La Torta Caprese, diffusa oltre che a Capri anche nella Penisola Sorrentina e in Costiera Amalfitana, ha delle origini non molto chiare, ma sembra forte la convinzione da parte di molti abitanti del luogo che sia nata per caso, negli anni venti, nel laboratorio di un artigiano dell’isola. Una creazione involontaria quindi, poiché il cuoco Carmine di Fiore, narra la leggenda, avrebbe dimenticato di mettere la farina in una torta di mandorle preparata per tre malavitosi americani giunti a Capri per acquistare una partita di ghette per Al Capone.Negli anni la caprese é stata riproposta in diverse varianti: con gli amaretti o con le nocciole al posto delle mandorle, oppure al limone, esaltando i profumi di un altro prodotto locale, il limocello. Vorrei ricordare peró che la caprese é, secondo la tradizione locale, una torta di cioccolata e mandorle, croccante fuori e morbida dentro, bassa e molto carica di cioccolato fondente.
TORTA CAPRESE (ricetta)
La ricetta originale della caprese non prevede l'uso di farina, né lievito. Si tratta di una torta dalla consistenza molto particolare. Il "segreto" sta tutto nella lavorazione che deve inglobare piu' aria possibile per non avere l'effetto "mattone".Tempo di preparazione e cottura:
1 h 30 min
Ingredienti
per una torta da 26 cm. di diametro
300 g mandorle (ne' tostate, ne' spellate)
250 g cioccolato fondente
250 g burro morbdo
200 g zucchero
5 uova
zucchero al velo per guarnire
Preparazione
Separare gli albumi dai tuorli.
Accendere il forno a 160 gradi.
Fondere il cioccolato a bagnomaria o in microonde.
Tritare le mandorle nel mixer ottenendo una polvere non eccessivamente fine.
Montare il burro a spuma con 150 g zucchero. Sempre montando aggiungere un tuorlo alla volta. Aggiungere il cioccolato fuso e intiepidito e le mandorle.
Montate a neve gli albumi con il resto dello zucchero.
Incorporare una cucchiaiata di albumi montati al composto al cioccolato per ammorbidirlo. Aggiungere quindi il resto degli albumi mescolando con una spatola e facendo attenzione a non smontarli.
Versare il composto in una teglia rivestita di carta forno oppure preventivamente imburrata ed infarinata.
Cuocere in forno (preriscaldato a 180°) per circa un'ora.
Verificare la cottura con la prova stecchino.
Sfornare e lasciar raffreddare su una gratella.
Servire cosparsa di zucchero al velo.
La TORTA CAPRESE è quindi definita una delle torte tipiche della tradizione Napoletana.
In questo video scoprirete i trucchi per preparare una gustosissima torta caprese da gustare con i vostri amici.
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