mercoledì 10 novembre 2010

IL PIU’ IMPORTANTE SITO ARCHEOLOGICO DEL NOSTRO PAESE VA IN BRICIOLE

Ecco un altro disastro pre-annunciato: è infatti crollata l'intera Domus Gladiatoria (luogo dove si allenavano gli atleti dell’antica Pompei) e non, come si era creduto inizialmente, solo un muro dell'edificio.

Una immagine della Domus dei Gladiatori crollata oggi 6 novembre 2010 a Pompei.L'area al momento è transennata e non è possibile accedere. La Domus è sulla via principale, via dell'Abbondanza, quella maggiormente percorsa dai turisti, in direzione Porta Anfiteatro. Predisposto un percorso alternativo per i tanti turisti Una immagine della Domus dei Gladiatori crollata il 6 novembre 2010 a Pompei. L'area al momento è transennata e non è possibile accedervi. La Domus è sulla via principale, via dell'Abbondanza, quella maggiormente percorsa dai turisti, in direzione Porta Anfiteatro. Predisposto un percorso alternativo per i tanti turisti.


Il crollo si è verificato in via dell'Abbondanza e ad accorgersene sono stati i custodi del sito archeologico. L'area è stata transennata e i turisti sono stati indirizzati su altri percorsi. Il problema però diventa sempre più grave: uno degli scavi archeologici più importanti al mondo, se non il più importante, si sta progressivamente sbriciolando.
Altre due case sono a rischio-crollo:  La Casa del Labirinto e quella delle Nozze d’Argento.


Questi i fatti, ma di chi le responsabilità?  La prima accusata è l’incuria. Ma l’incuria è dell’uomo e quindi della mancata  manutenzione e prevenzione che spesso in queste situazioni non vengono attuate. Si adducono colpe sempre al cattivo tempo (pare che la causa non sia solo questa), ma il cattivo tempo fa parte delle calamita’ naturali ed è compito dell’uomo porvi rimedio, laddove è  possibile, preventivo. Aveva resisitito all’eruzione del Vesuvio, alle guerre, ma nulla ha potuto contro l’incuria, la manutenzione carente e forse anche sbagliata.  Adesso è il solito momento dello scarica barile delle responsabilità fra il ministro Bondi, che punta l’indice sulle scarse risorse destinate alla cura di un patrimonio culturale immenso,  e il ministro Tremonti. Ma tutti gli incassi derivati dai ticket  dei visitatori (che sono tanti) dove vanno a finire? Pare che l'ultimo restauro nell'area smottamenti risalga agli anni 40.
 Rimane comunque un danno patrimoniale, culturale, turistico ed economico enorme. E meno male che è successo durante la notte, altrimenti si sarebbero contate anche le vittime. Ci sarebbero potuti essere visitatori e rimanerne coinvolti. 

martedì 9 novembre 2010

SOLIDARIETA' PER IL VENETO

COME SAPPIAMO IL VENETO STA VIVENDO UN MOMENTO DI DIFFICOLTA' PER L' ALLUVIONE , NOI POSSIAMO CONTRIBUIRE CON LA NOSTRA SOLIDARIETA' MANDANDO UN AIUTO .


REGIONE DEL VENETO

Unicredit Banca Spa. Chiunque lo desideri, può contribuire effettuando un versamento con le seguenti coordinate: intestazione: "Regione Veneto - Emergenza Alluvione novembre 2010" - codice IBAN: IT 62 D 02008 02017 000101116078.


COMUNE DI VICENZA
IBAN: IT57C0572811810010570747633 presso la Banca Popolare di Vicenza Filiale di C.trà Porti, 12
causale: Fondo alluvione Novembre 2010 Città di Vicenza;
oppure con versamenti diretti presso ogni Filiale della Banca Popolare di Vicenza con la medesima causale.


TELEFONO


Un SMS al 45501 anche senza messaggio dagli operatori indicati nel cartello a sinistra o una chiamata da rete fissa Telecom si tradurranno in due euro, soldi che serviranno per aiutare a ricostruire case, scuole e fabbriche.


Come per altre calamità naturali è stato istituito così il numero per l’SMS solidale verso i colpiti dall’alluvione in Veneto.

mercoledì 3 novembre 2010

Sakineh non è stata giustiziata, ma la situazione è ancora molto a rischio

Fortunatamente l’allarme lanciato nei giorni scorsi, che parlava della pena di morte da eseguire già oggi, mercoledì, è finora risultato vano, “anche se per lei la situazione rimane pericolosa”, come asserisce la stessa portavoce del Comitato internazionale contro le esecuzioni.
“Ad evitare la condanna a morte”, secondo la stessa portavoce, “sarebbero state le pressioni esercitate dai governi europei sul regime di Teheran”.

Continuiamo a lottare affinchè SAKINEH sia salva.
Auguri SAKINEH!!!!!!