giovedì 1 luglio 2010

Pietro Taricone, il funerale: addio al guerriero »

Si è concluso il lungo "viaggio" di Pietro Taricone. Tra due ali di folla, scortata da una macchina dei carabinieri,  è arrivata, al cimitero di Trasacco (L'Aquila), l’auto che trasportava la salma di Pietro Taricone. Applausi scroscianti da parte della gente, ma anche tante lacrime: il carro funebre si e’ fermato per permettere agli amici di Pietro di portare la bara a spalla dentro al cimitero.


Il feretro di Pietro Taricone  dopo la cerimonia funebre di questo pomeriggio al termine della cerimonia religiosa nella cappella dell’ospedale di Terni è stato portato nel paese dei nonni.
La sua grande passione, il paracadutismo, che gli è costata la vita, lo accompagnerà per sempre: sara’ sepolto indossando la tuta da paracadutista e le scarpe da trekking.  
Pietro Taricone cosi’ e’ stato deposto nella bara.
L’attore, protagonista della prima edizione del Grande fratello, era rimasto gravemente ferito nel primo pomeriggio di ieri dopo un lancio con il paracadute nell’aviosuperficie della citta’ umbra ed e’ morto la scorsa notte, intorno alle 2:30 nel reparto di rianimazione dell’ospedale dove era stato trasferito dopo un intervento chirurgico durato diverse ore.

UN SALUTO A TE,  PIETRO E UN ABBRACCIO AFFETTUOSO ALLA TUA BAMBINA E AI TUOI FAMILIARI!!!!!!!

lunedì 28 giugno 2010

E’ MORTO ALDO GIUFFRE’: UN ALTRO PEZZO DEL TEATRO ITALIANO E DI QUELLO NAPOLETANO CHE SE NE VA

Aldo Giuffrè
E’ morto a Roma Aldo Giuffré: aveva 86 anni compiuti il 10 aprile scorso. Era nato a Napoli nel 1924. Lo ha reso noto  il fratello Carlo, il quale ha detto di aver perso più di un fratello.  Il grande attore teatrale e cinematografico si è spento, ieri notte, dopo un’operazione di peritonite al San Filippo Neri

Il fratello Carlo
Il primo e grande maestro per lui fu Edoardo De Filippo, con il quale studiò e lavorò in una lunga gavetta con il fratello Carlo.
Ma Aldo, attore versatile, attraversò ogni mezzo espressivo, dalla radio, al cinema, alla tv passando dai ruoli comici a quelli drammatici.
Nato a Napoli il 10 aprile del 1924, debuttò in teatro nel 1942 con la compagnia di Eduardo De Filippo in “Napoli milionaria”. Esordì poi come annunciatore radiofonico non ancora ventenne, e dai microfoni di Via Asiago annunciò, il 25 aprile 1945, la fine della guerra. Aveva una bellissima voce che all’inizio degli anni ottanta però, in seguito a un’operazione alla gola, perse il suo bel timbro napoletano, ma non gli impedì di continuare nella recitazione. Svariati anche i suoi film a fianco del grande Totò come “IL TURCO NAPOLETANO”.


A lui rivolgiamo il nostro pensiero ricordandolo tutti con affetto e simpatia.

giovedì 24 giugno 2010

FINISCE QUI IL SOGNO...AFRICANO DEI MONDIALI

Io non mi intendo molto di calcio, ma i mondiali…però li seguo, almeno le partite dell’Italia. Oggi c’era una grande attesa, ma purtroppo grande è stata la delusione dei tifosi italiani che hanno seguito questo Mondiale di calcio 2010. La delusione maggiore è derivata dal fatto che siamo stati esclusi da una squadra che non era considerata fra le “grandi”. L’Italia non è riuscita a battere la Slovacchia facendosi sconfiggere con un 3-2. E bisogna anche ammettere che “meritatissima” è stata la vittoria da parte degli slovacchi che hanno giocato nettamente meglio degli azzurri.
Marcello Lippi e’ immediatamente corso negli spogliatoi a fine partita evitando così la consueta intervista a bordo campo, ma nella conferenza stampa, dopo, (alla quale, invece, non si è potuto sottrarre) si è assunto tutte le responsabilità. Cos’altro poteva dire????.
Finisce, quindi, ultima in classifica l’Italia con soli 2 punti nel girone F; peggio di così non poteva andare.
Deludente, quindi, l’uscita della Nazionale Azzurra dai Mondiali 2010. Oggi, 24 giugno, il definitivo addio. Inutile la ripresa giocata negli ultimi 15 minuti di gioco e non è servito a Di Natale e a Quagliarella segnare i gol della rimonta, giunti sempre qualche minuto “dopo”.

martedì 15 giugno 2010

LA VUVUZELA.... COS'E'?????

Sono iniziati i mondiali 2010 e fin dall'inizio ognuno di noi, credo, sia rimasto colpito dal quel "rumore di sottofondo" che c'è in ogni partita e somigliante ad uno "sciame di api". Mi sono chiesta cosa potesse essere...pensavo alle "trombette" che si usano anche qui, ma il suono era troppo compatto ed ininterrotto tale da diventare un unico suono. 
Ad un certo punto ho sentito anche in tv che ne parlavano ed ho scoperto che quel "suono" era prodotto dalle "vuvuzele". E cosa saranno mai queste vuvuzele????? Mi sono, quindi, documentata su internet e vi  riporto qui il risultato. 
Migliaia di trombette fanno da sottofondo ai mondiali di quest'anno, un ronzio che viene dalla tradizione.
A bordo campo degli stadi dove si stanno giocando i mondiali del Sudafrica sembra ci siano sempre enormi sciami di vespe. Mentre i giocatori rincorrono la palla e il gol in diretta televisiva, i microfoni che rilevano i suoni ambientali registrano un continuo e incessante ronzio che fa da sottofondo alle urla e agli applausi dei tifosi. Tutta colpa di una trombetta: la vuvuzela.
La vuvuzela è una tromba da stadio lunga non più di un metro da tempo in voga tra i tifosi sudafricani. La trombetta viene venduta in prossimità delle strutture sportive, solitamente è fatta di plastica e richiede un bel po’ di fiato per essere suonata a dovere. Secondo alcuni, il nome vuvuzela deriverebbe da un termine onomatopeico Zulu traducibile (a spanne) in “emettere un rumore che fa vuvu”.
Il modello di plastica, oggi il più diffuso negli stadi sudafricani dei mondiali, si è affermato nel corso degli anni Settanta tra i tifosi che seguivano le partite di calcio in Messico, spiega Wikipedia. Tuttavia, Freddie “Saddam” Maake, un celebre tifoso della squadra di calcio sudafricana Kaizer Chiefs, dice di aver inventato per primo la vuvuzela adattando una versione in alluminio dello strumento già nel 1965. In seguito alle limitazioni imposte dai responsabili della sicurezza negli stadi, Maake avrebbe in un secondo tempo ideato la versione di plastica, più leggera e innocua.
La vuvuzela aveva guadagnato l’attenzione dei cronisti sportivi già durante la Confederation Cup della FIFA dello scorso anno. Valutato l’effetto del continuo e incessante ronzio causato dalle migliaia di trombette presenti negli stadi e la potenziale pericolosità dello strumento nel caso di tafferugli, la FIFA aveva deciso di vietarne l’utilizzo nel corso dei mondiali. La SAFA, la South African Football Association, ha però presentato un ricorso a difesa della vuvuzela, risorsa indispensabile per regalare al mondo una vera esperienza sudafricana delle partite di calcio. La FIFA è così tornata sui suoi passi, permettendo l’utilizzo dei modelli di vuvuzela di plastica che non superino il metro di lunghezza.
La concessione non piace ai responsabili delle emittenti televisive. Il costante e snervante ronzio di sottofondo delle trombette complica la resa dell’audio dagli stadi e spesso rende poco comprensibili le telecronache delle partite. Ma ormai la vuvuzela è una sorta di monumento nazionale per il Sudafrica, non a caso a Città del Capo è stata installata la più grande vuvuzela del mondo. È lunga 35 metri e viene azionata meccanicamente prima dell’inizio di ogni partita. Vuvu.

domenica 6 giugno 2010

LECCE.... IL BAROCCO NEL SALENTO

Eccomi, puntuale come sempre, a raccontarvi e a descrivervi la città da me visitata di recente in occasione del “ponte” del 2 giugno.

L’idea di recarci a Lecce per visitarla è scaturita per caso e anche perché da tempo sentivo dire che Lecce era una città da scoprire soprattutto per il suo Barocco.

Lecce, gioiello del Salento, forgiato da generazioni di insigni e fantasiosi scalpellini che lavoravano la tenera, bianca, morbida e resistente “pietra leccese” (leccisu), incanta i visitatori con chiese istoriate di angeli e rosoni e con il labirintico centro storico dove ci si perde tra vicoli, piazzette e palazzi ai piedi della colonna di Sant’Oronzo. 

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Addentrandosi nella città vecchia, attraverso varie porte (Porta San Biagio, Porta Napoli e Porta Rudiae),  segnano la strada la Basilica di Santa Croce (capolavoro del barocco leccese, dai colori che cambiano seguendo le ore  del giorno e appartenuta all’ordine dei Celestini e imponente costruzione caratterizzata da un grande rosone, una delle più elaborate ed artistiche decorazioni delle chiese italiane),

Rosone di Santa Croce
Rosone di Santa Croce

la Cattedrale del Duomo (il cui aspetto attuale è frutto di una ristrutturazione) con il campanile dove in cima c’è una statua di Sant’Oronzo, la Chiesa del Buon Consiglio o dei Gesuiti (appartenente appunto a quest’ordine), la  Chiesa di Sant’Irene (protettrice della città), la Chiesa della Madre di Dio e San Nicolò, nota anche come Chiesa delle Scalze (edificata nel 1631 insieme all’attiguo monastero delle Scalze che,  acquistato nel 1903 dalle Suore Salesiane dei Sacri Cuori, divenne la sede definitiva della casa generalizia e dell’Istituto per sordomuti fondato da San Filippo Smaldone. Nella chiesa riposano le spoglie di San Filippo Smaldone, trasferite dal cimitero cittadino nel 1942) ed ancora tanti...tanti...tanti   innumerevoli altri edifici. 

Ogni balcone poi in primavera è fiorito: moltissimi gerani e si dice che proprio a Lecce questa pianta sia considerata la “pianta dei cornuti” perchè un tempo, quando le donne dovevano stare in casa, l’unico modo per affacciarsi e civettare con altri uomini era quello di  far finta di sistemare questi bellissimi fiori.

Queste ed altre informazioni  ci sono  state date  durante il giro effettuato attraverso il  centro storico con il “trenino turistico” dotato di auricolari per ascoltare le spiegazioni che venivano fornite in itinere. E’ stato utile fare questo giro per avere una visione globale di tutta la parte barocca da visitare, in modo tale che nei giorni seguenti abbiamo potuto approfondire maggiormente il tutto percorrendo a piedi l’itinerario seguito in precedenza col trenino.



Tra i monumenti di epoca romana, l’Anfiteatro, nel cuore della Piazza Sant’Oronzo e il Teatro Romano, nascosto nel centro storico.

Testimonianze di due epoche diverse è, invece, l’imponente struttura del Castello Carlo V, il cui mastio è di epoca normanna, mentre i bastioni risalgono al Cinquecento. E proprio a proposito del Castello Carlo V c’è una “chicca” (almeno per me).
Un nuovo museo arricchisce l’offerta culturale della città di Lecce e dell’intera regione.Il museo è ospitato nelle sale del Castello come  ”contenitore” di un museo dedicato all‘arte della cartapesta.Lecce ha rappresentato dal Settecento, e ancor più nei secoli successivi, uno dei maggiori centri di produzione della cartapesta nel mondo.Essa si lavorava già nel Rinascimento ed ebbe il suo massimo splendore nell’età del barocco.
Si realizzavano statue sacre o da presepe. Molti dei capolavori migliori, che risalgono al XVII e XVIII secolo, si possono, infatti, ammirare nelle chiese della zona, dove le statue sono fatte in legno rivestito di cartapesta o interamente in cartapesta.  Una piccola nota di “campanilismo” è data dal fatto che proprio in questo castello viene riportato che artigiani leccesi  hanno imparato “l’arte della cartapesta” da artigiani napoletani. L’arte del sacro in cartapesta, nasce essenzialmente come impegno religioso, visto il fiorire di numerosissime chiese costruite nel Salento in quegli anni. La tecnica di lavorazione, è rimasta immutata attraverso i secoli.  Per tradizione, i maestri continuano ad usare materiali poveri e varie sono le botteghe che si incontrano strada facendo che fanno scoprire dal vivo il fascino delle opere artigianali  in cartapesta.


Ed ora, prima di proseguire con le immagini, qualche breve cenno (notizie riprese da internet e rielaborate) sul Barocco Salentino.

L’architettura barocca da Roma si diffuse in tutta Italia. Molto originale fu il barocco che si diffuse in Puglia e in particolare nella città di Lecce, che detiene il primato dell’ architettura barocca e per questo detta la Firenze del Sud.
Più che d’architettura si deve parlare di decorazioni; infatti il barocco non riguarda la struttura dell’edificio, ma si sbizzarrisce nell’ornamentazione. Dopo la distruzione della flotta turca a Lepanto nel 1571 ad opera della Santa Alleanza, furono allontanati dai mari, che bagnano le coste salentine, i pericoli di scorrerie piratesche e di nuove invasioni e perciò ci fu, in seguito a questo avvenimento, un notevole incremento economico e un fiorire crescente di nuove costruzioni. Il clero ebbe particolare importanza per lo sviluppo dell’arte barocca. Gli ordini religiosi tra cui i Gesuiti, i Celestini, i Teatini, furono gli artefici, insieme alla nobiltà del posto e alle maestranze, di questo nuovo periodo.

Particolare importanza fu assunta da Luigi Pappacoda, vescovo di Lecce dal 30 maggio 1639 al 17 dicembre 1670.
La ricerca della grandiosità e del fasto porta ad una grande ricchezza di decorazioni e così il barocco a Lecce va scoperto ovunque: nelle innumerevoli chiese e cappelle, nelle dimore gentilizie come nelle abitazioni di edilizia minuta, nelle corti, sulle cornici delle finestre, sulle mensole dei balconi, sulle nicchie con statue in atteggiamenti teatrali, sulle volute, sui mensoloni, sugli stemmi che si rincorrono in tutto il centro storico.

squadra lecce
Una nota di “colore”, infine, ci è stata data, proprio mentre arrivavamo, dai festeggiamenti per la vincita della  Squadra calcistica del Lecce che ha riconquistato così  il suo posto in serie A. 

Un carosello di auto ha invaso la citta’, il tutto comunque in maniera abbastanza ordinata e pacata.


Ma ora più che continuare a parlare, meglio guardare le immagini contenute nel video realizzato con le foto scattate. 

mercoledì 12 maggio 2010

L'AMICIZIA.....quella vera.


L'amicizia resiste anche alle distanze!!!!!!
L'amicizia è un bene prezioso e non deve essere confusa con la semplice conoscenza.


ALFABETO DELL'AMICIZIA

Ama te così come sei

Bada alla tua opinione

Crede in te

Dimentica i tuoi errori

Esalta le tue doti

Fa la differenza nella tua vita

Gioca con te

Ha fiducia in te

Illumina la tua giornata

Lotta con te

Migliora il tuo stato d’animo

Non ti giudica

Offre aiuto

Placa i tuoi dubbi

Quieta le tue preoccupazioni

Ristora il tuo spirito

Sta con te

Telefona anche solo per dirti ciao

Urla se non lo senti

Vede dentro di te

Zittisce chi ti fa star male

...QUESTO E’ UN AMICO! amicizia

Mi piace ora sottoporre  alla vostra attenzione  un stralcio di dialogo  estrapolato dal film "FOREST GUMP". E' abbastanza emblematico e mi ha fatto riflettere.

Eccolo
"Il mio amico non è tornato dal campo di battaglia, signore. Le chiedo il permesso per andare a cercarlo"  disse un soldato al suo tenente.
"Permesso negato" replicò il tenente "non voglio  che lei rischi la sua vita  per un uomo che probabilmente è già morto" .
Il  soldato senza prestare attenzione al divieto se ne andò e un' ora dopo ritornò, ferito mortalmente, trasportando il cadavere  dell'amico.
L'ufficiale era furioso: "Le avevo detto che ormai era morto! Mi dica se valeva la pena andare fin lggiù  per recuperare un cadavere?!"
Il soldato moribondo rispose: "Certo signore! Quando l'ho trovato era ancora vivo e ha potuto dirmi che era sicuro che prima o poi sarei andato a cercarlo!... 
...un amico è colui che arriva sempre , anche quando tutti ti hanno già abbandonato...

Ed infine.... 


Ho creato questo video sull'amicizia e lo pubblico perchè credo molto in essa, ma quella con la "A maiuscola".
Lo dedico a tutti gli amici di "Incontriamoci", ma permettetemi di dedicarlo in particolar modo a Franci, a Marcy e a Nadia che ho avuto modo di conoscere di persona e di rivedere più volte e di stabilire  con loro un legame affettivo concreto e reale nonostante la distanza che ci separa… 



… 

lunedì 10 maggio 2010

sabato 8 maggio 2010

FESTA DELLA MAMMA 2010

Photo Flipbook Slideshow Maker
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Ed eccoci ancora una volta a rivivere una delle ricorrenze più belle dell'anno per il suo significato intrinseco, la FESTA DELLA MAMMA e, avendo gia’ pubblicato lo scorso anno, l’origine di tale Festa e altre notizie inerenti ad essa, per non ripetermi, vi propongo, questa volta, un video augurale dedicato a TUTTE LE MAMME e due bellissime poesie: la prima molto nota, di Edmondo De Amicis, intitolata “A MIA MADRE” (chi di noi alle scuole elementari non l’ha studiata o letta almeno una volta?)

La seconda di Francesco Pastonchi intitolata "Cos'è una mamma"
Comunque per coloro che volessero rileggere le notizie postate lo scorso anno basta andare sull'indice a dx e cliccare su "Un augurio speciale  per tutte le mamme". Per ritornare alla pagina corrente basta cliccare su HOME PAGE in alto)
Grazie a tutti!!!!
Ecco ora il video


.....la 1^Poesia


A mia madre
...e la 2^ Poesia


giovedì 6 maggio 2010

"INTERVISTA A DIO" e "LA LEZIONE DELLA FARFALLA"

Ecco altri due bellissimi  video che ci portano, ancora una volta, a riflettere e a
meditare.......
  

sabato 24 aprile 2010

Claudio Baglioni - La Vita è Adesso ♫

Ed ora un video del mio cantante preferito: il grande Claudio Baglioni


martedì 6 aprile 2010

"IL DONO" di Mahatma Gandhi


Prendi un sorriso, regalalo a chi non l’ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole, fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente, fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima, posala sul viso di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio, mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita, raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza, e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà, e donala a chi non sa donare.
Scopri l’amore, e fallo conoscere al mondo.



sabato 3 aprile 2010

BUONA PASQUA 2010


La Pasqua è una festività del calendario liturgico cristiano. Essa celebra la resurrezione di Gesù, che, secondo le Scritture, è avvenuta il terzo giorno successivo alla sua morte in croce.
La Pasqua deriva, e per certi aspetti dipende, dalla Pasqua ebraica.
ETIMOLOGIA E SENSO
La Pasqua cristiana è in stretta relazione con quella ebraica, chiamata Pesach e celebra essenzialmente la liberazione degli Ebrei dall'Egitto grazie a Mosè. La parola ebraica Pesach significa passare oltre, tralasciare, e deriva dal racconto della Decima Piaga, in cui l'Angelo sterminatore, o angelo della Morte, vide il sangue dell'agnello del Pesach sulle porte delle case di Israele e "passò oltre", uccidendo solo i primogeniti maschi degli egiziani, compreso il figlio primogenito del faraone. La Pasqua con il Cristianesimo ha perso il suo significato originario, venendo a connotare un "passaggio", ovvero: passaggio da morte a vita per Gesù Cristo; passaggio a vita nuova per i cristiani (in particolare per quelli che, nella Veglia Pasquale, ricevono il battesimo).
Perciò, la Pasqua cristiana è detta Pasqua di Risurrezione, mentre quella ebraica è Pasqua di Liberazione, dalla schiavitù d'Egitto.





LA DATA DEL GIORNO DI PASQUA
La festa della Pasqua cristiana è mobile, viene fissata di anno in anno nella domenica successiva alla prima luna piena (il plenilunio) successivo all'equinozio di primavera (il 21 marzo). Questo sistema venne fissato definitivamente nel IV secolo. Nei secoli precedenti potevano esistere diversi usi locali sulla data da seguire, tutti comunque legati al calcolo della Pasqua ebraica. In particolare alcune chiese dell'Asia seguivano la tradizione di celebrare la pasqua nello stesso giorno degli ebrei, senza tenere conto della domenica, e furono pertanto detti quartodecimani. Ciò diede luogo ad una disputa, detta Pasqua quartodecimana, fra la chiesa di Roma e le chiese asiatiche.
Dunque, nella Chiesa cattolica, la data della Pasqua è compresa tra il 22 marzo ed il 25 aprile. Infatti, se proprio il 21 marzo è di luna piena, e questo giorno è sabato, sarà Pasqua il giorno dopo (22 marzo); se invece è domenica, il giorno di Pasqua sarà la domenica successiva (28 marzo). D'altro canto, se il plenilunio succede il 20 marzo, quello successivo si verificherà il 18 aprile, e se questo giorno fosse per caso una domenica occorrerebbe aspettare la domenica successiva, cioè il 25 aprile.
Una piccola parte della Chiesa ortodossa segue il calendario giuliano per tutte le feste mentre il resto ne ha presa solo la data dell'equinozio e quindi la data della Pasqua può variare dal 4 aprile all'8 maggio.

CURIOSITA’In spagnolo la parola "Pascua" viene a volte usata in maniera non corretta per indicare altre festività religiose; per esempio in Cile indica il giorno della nascita di Gesù (Natale), quindi il giorno di Pasqua è indicato come "Domingo de Resurrección" ovvero "Domenica di resurrezione", mentre la festività viene comunemente chiamata "Semana Santa" ossia Settimana Santa.
La Pasqua nel Maramureș viene festeggiata con grande attenzione a tutti gli aspetti sacri legati alla vita delle famiglie religiose romene. Le donne decorano le pareti con tessuti cuciti a mano dai colori vivaci, abbelliscono le tavole con tovagliette minuziosamente lavorate, appendono alle porte tendine in pizzo e preparano le uova pasquali. Il pranzo pasquale viene preparato il giorno prima di Pasqua e, per l'occasione, si preparano focacce decorate con trecce che il giorno dopo verranno portate a benedire in chiesa. In cucina si radunano le donne della famiglia che di generazione in generazione imparano le ricette tradizionali (la cucina sembra racchiudere in sè una sacralità,un calore domestico).Tutta la famiglia partecipa a questa festa, dai più grandi ai più piccoli (digiuno in preparazione alla Pasqua e preparazione delle case) conferendo a questa festa grande sacralità: religiosa e familiare.


mercoledì 31 marzo 2010

1° APRILE

In diversi paesi c'è la particolare usanza del Pesce d'aprile. In questo giorno vengono fatti scherzi (detti appunto pesci d'aprile) anche piuttosto sofisticati con lo scopo di mettere le persone in imbarazzo.
Le origini di questa ricorrenza sono sconosciute: attorno alla sua nascita si sono sviluppate infatti diverse teorie.
Una delle ipotesi più accreditate si rifà alla riforma gregoriana del calendario. Fino al 1582, il Capodanno veniva festeggiato tra il 25 marzo e il primo aprile. A seguito della riforma da parte di Gregorio XIII, il capodanno fu spostato al primo gennaio. Non tutti però si abituarono subito al cambiamento e vennero quindi additati come gli “sciocchi d'aprile”. Da qui la matrice burlesca del primo d'aprile.
C'è poi un'altra teoria molto più antica, che ricollega l'origine della festa del pesce d'aprile a un periodo anteriore al 154 a. C. A fare da trait d'union è sempre il Capodanno: all'epoca, infatti, il primo di aprile segnava l'inizio dell'anno. E la stessa cosa avveniva nel calendario giuliano (introdotto da Giulio Cesare nel 46 ac) dove il primo di aprile indicava l'inizio del solstizio di primavera.
Per festeggiare la fine dell'inverno i pagani usavano propiziare gli dei con doni e sacrifici in loro onore. La festa era anche occasione per esprimersi in massima libertà con lazzi, burle, buffonerie. Quando la chiesa soppresse la festa stabilendo l'inizio dell'anno il primo di gennaio, la vecchia tradizione continuò comunque a sopravvivere tra i pagani, che per questo venivano derisi e scherniti.
Ciò che è certo è che In Europa, i festeggiamenti del primo d'aprile diventano usanza intorno alla fine del 1500: sono la Francia di re Carlo IX e la Germania degli Asburgo a dare il via. Da questi due paesi, la tradizione si diffonde poi in Inghilterra (nel XVIII secolo) e negli altri stati europei.
In Italia l'usanza del primo d'aprile è relativamente recente: risale al 1860-1880. la prima città ad essere contagiata dalle usanze d'Oltralpe fu Genova, importante porto commerciale. La tradizione si sviluppò prima tra i ceti medio-alti, poi prese piede anche tra il resto della popolazione
.

Entrambe le ipotesi, comunque, confermano la matrice pagana e buffonesca della festa, che continua ancora oggi, seppur con sfumature diverse, a restare viva non solo in Italia ma in diversi paesi del mondo.Per esempio lo scherzo oggi più diffuso tra i bambini francesi è quello di attaccare dietro la schiena dei loro amici un cartello a forma di pesce; gli scozzesi si divertono attaccando dietro le spalle del "Gawk", lo sciocco, un cartello recante la scritta "Kick me" ("Prendimi a calci"); in America hanno l’uso di festeggiare il primo di aprile con scherzi veri e propri, a volte anche molto pesanti, favoriti dalla simpatia per il wisky; in Germania vengono fatti scherzi di ogni tipo che coinvolgono grandi e piccoli.
Persino i giornali si divertono nel prendersi gioco dei propri lettori, pubblicando notizie improbabili e inventate di sana pianta, smentite ovviamente il giorno dopo.