lunedì 8 febbraio 2010

“Viva viva il Carnevale, con il pepe e con il sale, la tristezza manda via e ci porta l’allegria!!!”

Siamo arrivati al periodo “clou” del Carnevale (ultima settimana) e, pertanto, vi propongo un video in cui vi auguro un fantastico CARNEVALE e vi invito, tutti in allegria, a BALLARE al suono di questo ritmo frenetico!!!!


….Ed ora (mi riferisco a coloro che come me non hanno più l'età per queste cose) mettetevi seduti, riprendete fiato e leggete alcune notizie sull’origine del Carnevale e su alcune delle principali maschere italiane!!! (notizie riprese dalla rete)



La parola deriva forse dal latino carrus navalis o dal latino tardo carnem levare, togliere la carne dalla dieta (in osservazione al divieto cattolico di mangiare carne durante la Quaresima); dal latino medievale carnem laxare, lasciare la carne, derivò anche la forma “carnasciale”, da cui il termine letterario quattrocentesco CANTI CARNEVALESCHI O CARNASCIALESCHI (”Canzone di Bacco” di Lorenzo il Magnifico – “Quant’è bella giovinezza che si fugge tutta via, del doman non v’è certezza…….”)
Pur non avendo il carnevale nessun collegamento con la liturgia cristiana, essendo un residuo di istituzioni pagane, tradizionalmente, coincide con i giorni precedenti alla Quaresima.
Quando Comincia e quando finisce
Secondo un proverbio bergamasco “Dopo Natale è subito Carnevale”. L’inizio del periodo del Carnevale varia da regione a regione. In alcune, appena dopo l’Epifania, in altre dopo la Candelora del 2 febbraio e più frequentemente dopo Sant’Antonio Abate, il 17 gennaio. La fine invece, è sancita dalla data del martedì grasso, calcolata in base alla quaresima, che varia ogni anno secondo la Pasqua. La regola che fissa la data della Pasqua cristiana fu stabilita nel 325 dal Concilio di Nicea: la Pasqua cade la domenica successiva alla prima luna piena dopo l’equinozio di primavera (21 marzo). Di conseguenza essa è sempre compresa nel periodo dal 22 marzo al 25 aprile.
I festeggiamenti hanno origine molto remota e si ricollegano ad antichi riti pagani. Una forma di Carnevale esisteva nella Roma pagana: era la festa di Saturno. Per l’occasione venivano organizzati cortei al suono di strumenti molto rumorosi, con la partecipazione del popolo che si riversava nelle strade e nelle campagne e si ingozzava a più non posso di cibi e di vino. La maschera, attualmente segno di beffa, di trasgressione e di divertimento, nella civiltà precristiana, era considerata strumento atto a conferire a chi la indossava un potere sovrannaturale o la forza degli animali sacri. Solo in seguito all’ avvento del Cristianesimo i riti del Carnevale persero l’ originario carattere magico-rituale per diventare semplice occasione di divertimento popolare e simbolica affermazione dell’ ordine del mondo. Durante il Medioevo e il Rinascimento i festeggiamenti in occasione del Carnevale furono introdotti anche nelle corti europee ed assunsero forme più raffinate, legate anche al teatro, alla danza e alla musica. Il desiderio di far baldoria almeno una volta l’anno è sempre stato vivo nell’uomo, e così, a poco a poco, sia pure senza gli eccessi di prima, il Carnevale rifiorì.




ARLECCHINO: BergamoNato nella Bergamo bassa, Arlecchino mostra scarso intelletto ed è sciocco e credulone. Lo ritroviamo sempre nelle vesti del servo umile e del facchino. E’ una maschera acrobatica, dalla gestualità complessa: la sua parlata bergamasca è molto più complessa di quella di Brighella, in quanto arricchita da espressioni in altri dialetti.
BALANZONE: BolognaIl dottor Balanzone rappresenta il personaggio comico di un “dottore” soltanto di nome, a volte medico, a volte notaio. E’ una maschera presuntuosa, superba, amante di sproloqui, lunghe “prediche” con citazioni in latino quasi sempre fuori posto: quando comincia a parlare è quasi impossibile interromperlo e quando viene chiamato in causa sfoggia le sue dotte “cognizioni” di latino. Una delle caratteristiche del dottore è la sua obesità.
BRIGHELLA: Bergamo
E’ la maschera di un servo astuto, ingegnoso, che sa aiutare ma anche ingannare il padrone. Non ha scrupoli e si adatta a qualsiasi lavoro: può essere oste, soldato, primo servitore o ladro patentato, è il servo furbo della commedia dell’arte. Questa maschera è nata nella Bergamo alta e si distingue dal servo sciocco e cialtrone della Bergamo bassa. La sua parlata è in dialetto bergamasco ma con singolari accentazioni che rendono spiritoso il suo modo di parlare.

COLOMBINA: VeneziaServetta veneziana, è la fidanzata di Arlecchino, anche se lui non pare deciso a sposarla. E’ vivace, graziosa, bugiarda e parla veneziano. E’ molto affezionata alla sua signora, altrettanto giovane e graziosa, e pur di renderla felice è disposta a combinare imbrogli su imbrogli. Colombina schiaffeggia senza misericordia chi osa importunarla mancandole di rispetto.
GIANDUIA: TorinoSi muove con eleganza, agitando il suo caratteristico codino rivolto all’insù. Ama lo scherzo ed i piaceri della vita. Gianduia ha finezza di cervello e lingua arguta che adopera per mettere in ridicolo i suoi avversari. E’ un tipo pacifico e non cerca la rissa, né ama complicarsi la vita, ma non rinuncia al suo senso di schiettezza che fanno parte del suo carattere piemontese, gentile ma sincero. La sua generosità d’animo e l’innato senso di giustizia lo hanno sempre spinto dalla parte dei deboli e degli oppressi.MENEGHINO: Milano
Impersona un servitore rozzo ma di buon senso che, desideroso di mantenere la sua libertà, non fugge quando deve schierarsi al fianco del suo popolo. E’ abile nel deridere i difetti degli aristocratici. Meneghino é la tipica maschera dei milanesi e come loro è generoso, sbrigativo e non sa mai stare senza far nulla. Ama la buona tavola. Vestito di una lunga giacca marrone, calzoni corti e calze a righe rosse e bianche, cappello a forma di tricorno sopra una parrucca con un codino stretto da un nastro, ancora oggi, assieme alla moglie Checca, trionfa nei carnevali milanesi.
PANTALONE: VeneziaPantalone è un vecchio mercante, spesso ricco e stimato anche dalla nobiltà, mentre altre volte è un vecchio mercante in rovina. E’ un vecchio del tutto particolare perchè nonostante l’età è capace di fare le sue “avances” amorose che non si concludono mai in modo positivo. E’ un uomo di grande vitalità negli affari, al punto di sacrificare la felicità dei figli e l’armonia familiare pur di combinare qualche matrimonio vantaggioso.
PEPPE NAPPA: SiciliaPeppe Nappa presenta più di un’affinità con il Pierrot francese, sia per il costume che indossa che per alcuni aspetti caratteriali. Rappresenta un siciliano fannullone, intorpidito da un sonno perenne che lo costringe a sbadigliare continuamente. E’ il pigro servitore di un padrone che può essere un commerciante, un innamorato, o un vecchio barone. In realtà non svolge il suo lavoro in modo efficiente, anzi passa dal sonno,alla ricerca di cibo,aiutato da un fiuto infallibile, per tornare poi al suo mondo di sogni.
PULCINELLA: Napoli
Pulcinella è un servitore sciocco e chiacchierone. Assume personalità contraddittorie: può essere infatti tonto o astuto, coraggioso o vigliacco. E’ la personificazione del dolce far niente. Ha sempre fame e sete, il suo piatto preferito sono i maccheroni al sugo. Ha una gestualità vivacissima, tipica dei napoletani.

RUGANTINO: RomaRugantino è fanfarone e contaballe e rischia spesso di pagare di persona. E’ disposto a prenderne fino a restare tramortito pur di avere l’ultima parola. Rappresentò il tipo di popolano violento ma generoso, vero e proprio antenato del moderno bullo di periferia sempre pronto a sbeffeggiare il potere costituito e a difendere coloro che la miseria finisce col porre fuori legge. Il suo nome deriva da ” rugare” cioé brontolare, borbottare, come una pentola d’acqua che ribolle.





domenica 24 gennaio 2010

E IO VI DICO: a diciotto anni tutti fuori di casa per legge



Qualche giorno fa leggevo, proprio su Repubblica, questo articolo che mi aveva abbastanza incuriosito. Oggi, all’interno della trasmissione “Domenica..in” (Rubrica “L’Arena” condotta da Massimo Giletti) ho ascoltato il dibattito su questo argomento e le tesi portate a difesa di questo progetto dallo stesso ministro. La notizia ed il conseguente dibattito televisivo è abbastanza interessante e coinvolge buona parte di noi genitori appartenenti alla fascia di età ..over 50/60. Pertanto ho deciso di sottoporlo all'attenzione di quanti volessero leggerlo ed esprimere il proprio parere pubblicandolo qui.

Repubblica — 18 gennaio 2010 pagina 29 sezione: CRONACA
ROMA - Fuori di casa a 18 anni per legge. Boutade, provocazione, prossima normativa? L' idea dell' ex bamboccione Renato Brunetta («a 30 anni non ero capace di rifarmi il letto») riporta al centro del dibattito la condizione dei giovani in Italia.

Il ministro della Pubblica amministrazione, commentando la sentenza del tribunale di Trento che condanna un artigiano di 60 anni a pagare gli alimenti alla figlia di 32, da otto anni fuori corso all' università, dice: «Io ho condiviso Padoa Schioppa quando ha stigmatizzato i bamboccioni, anche se quella sua invettiva mancava di un' analisi più complessa. I bamboccioni, infatti, non lo sono in sé, ma sono vittime del sistema italiano: le Università funzionano male, il Welfare funziona male e si dà più ai padri che ai figli. Sono i genitori a dover fare il mea culpa». Certo, ammette Brunetta, per una legge così «ci sarebbe bisogno di scuole, di un mercato del lavoro più efficiente, di mini appartamenti in affitto». Brutta uscita per il ministro Roberto Calderoli che rimprovera «all' amico di averla fatta fuori dal vaso», mentre il presidente del deputati dell' Idv, Massimo Donadi, boccia «l' ennesima proposta senza senso di Brunetta» e sottolinea che per andare via di casa ai «ragazzi italiani serve il lavoro e non norme inutili». Troppo semplicistica l' analisi secondo Mariastella Gelmini: «La crisi economica internazionale impone di non trattare temi come questo in maniera generalista. È innegabile che i ragazzi abbiano difficoltà a trovare un lavoro, figuriamoci un alloggio per conto loro, e non li si può definire bamboccioni per questo. Noi stiamo cercando di creare una scuola e una università di qualità. Ma anche una certa politica ha le sue responsabilità: hanno illuso per tanti anni i ragazzi vendendo loro la possibilità che il settore pubblico potesse assorbire un numero infinito di persone. Ovviamente questo non è accaduto. La delusione, per tanti giovani, è stata inevitabile». Giorgia Meloni risponde con una contro provocazione: «Una legge per imporre ai baby-pensionati di dare indietro i soldi presi finora, in modo che possano essere reinvestiti creando opportunità per i giovani». Perché, dice il ministro della Gioventù, «i bamboccioni saranno al massimo un 10%. Gli altri non se ne vanno semplicemente perché non possono. Ce ne sono tanti con una laurea specialistica in tasca, che magari parlano perfettamente due lingue straniere e si devono accontentare di contratti di lavoro temporanei e di 15mila euro l' anno con i quali è difficile mantenersi, pagare vitto e alloggio. Il problema su cui invito a interrogarsi piuttosto riguarda il tipo di Italia che è stata consegnata a questi ragazzi».

Questo l’articolo apparso su “Repubblica” il giorno 18 Gennaio.


Qui sotto invece un breve stralcio di quanto Brunetta, nell’ambito della trasmissione televisiva “DOMENICA…IN” asserisce a chiarimento della sua proposta.
"Meno soldi alle pensioni di anzianità"
Brunetta lancia "bonus anti-bamboccioni"
ROMA - Agire sulle pensioni di anzianità per reperire risorse. Tali da dare 500 euro al mese ai giovani per aiutarli ad uscire di casa. E' la nuova idea di Renato Brunetta, che solo pochi giorni fa aveva proposto una legge che obbligasse i ragazzi ad uscire di casa a 18 anni.
Il ministro della Funzione Pubblica ha lanciato la sua proposta durante la puntata odierna di "Domenica In - L'Arena", su Raiuno.
"La verità", ha detto Brunetta, "è che la coperta è piccola e quindi non ci sono risorse per tutti. Secondo me si deve agire sulle pensioni di anzianità, quelle che partono dai 55 anni di età. Facendo in questo modo si potrebbero trovare risorse che consentirebbero di dare ai giovani non 200 ma 500 euro al mese. Solo che una proposta del genere scatenerebbe le proteste dei sindacati, che sono quelli che difendono i genitori. Meno ai genitori e più ai figli".
Ma, secondo il ministro, "l'Italia è piena di giovani perbene, che rischiano e che vogliono la libertà. La colpa, se hanno la libertà tarpata, è nostra, dei loro genitori".


Questi i due interventi del Ministro Brunetta e qui sotto un video


"ANCHE I PULCINI SANNO CONTARE"

Qualche giorno fa, sfogliando il quotidiano “Il Mattino” del giorno 16 gennaio, fui colpita da un “corsivo” in prima pagina che commentava una notizia a dir poco curiosa. Il corsivo, a firma di Giuseppe Montesano, era intitolato: “Meno male che i pulcini sanno contare”. L’ho letto e subito dopo sono andata su internet alla ricerca della notizia originaria trovata su ANSA.IT – SCIENZA E MEDICINA e ve la riporto testualmente.

Se al liceo il prof. di matematica ti dava del “cervello di gallina”, non prendertela: è meno offensivo di quanto pensi! (Irene Zreick, 22 aprile 2009)


...E se al prossimo compito di matematica  copiassi da lui?
...E se al prossimo compito di matematica copiassi da lui?
PADOVA - Non è una novità in senso assoluto, ma… è una notizia che non mancherà di far discutere: i pulcini sono in grado di contare, preferiscono farlo da sinistra verso destra, ma riescono anche a identificare un oggetto tra molti. Questo, almeno, è quanto emerge da uno studio di ricercatori delle Università di Padova, Trento e del Saskatchewan in Canada, pubblicato sulla rivista della Royal Society “Biology Letters”.
La ricerca mostra come uccelli di due diverse specie – pulcini di pollo di 5 giorni e nocciolaie di Clark adulte – riescano a identificare, in base alla sua posizione ordinale, un oggetto inserito in una fila contenente 16 oggetti identici tutti allineati e disposti perpendicolarmente di fronte all’animale (in modo che il primo sia il più vicino e il sedicesimo il più distante). Ma non basta: il risultato di rilievo è che gli animali hanno identificato l’oggetto nella posizione corretta anche dopo che la fila era stata ruotata di 90 gradi (in modo che entrambi gli estremi della serie fossero equidistanti dall’animale). Entrambe le specie hanno riconosciuto l’oggetto cominciando a ‘contare’ dall’estremità sinistra. La ricerca dimostrerebbe come queste due specie di uccello preferiscano identificare un certo oggetto in una serie di esemplari identici a partire dall’estremità sinistra piuttosto che destra della serie stessa, analogamente a quanto succede per gli esseri umani che contano da sinistra verso destra. “Riteniamo che siano necessarie ulteriori indagini per capire la natura della propensione sulla scelta riportata in questo studio – sottolinea la prof. Lucia Regolin, docente del Dipartimento di Psicologia generale dell’Università di Padova e tra gli autori della ricerca -, anche se risulta arduo al momento fare un paragone diretto con la linea numerica mentale umana: indagini in tale senso potrebbero fare luce sulla possibilità che i due fenomeni abbiano un’origine evolutiva comune”.

Questo è il video di uno degli esperimenti: Confinati in una gabbietta, privati di ogni esperienza, se non l’esposizione a cinque palline di plastica gialla, i piccoli del pollo domestico hanno dimostrato di sapere contare gli oggetti di imprinting. Gli scienziati hanno suddiviso le palline, sotto gli occhi dei pulcini, in due insiemi di numerosità diversa, che hanno poi nascosto dietro uno schermo. Lasciati liberi di muoversi, i pulcini si dirigono sistematicamente dietro lo schermo dove si trova l’insieme più numeroso.
Questa la notizia, ma ancor più curioso il “corsivo” di cui parlavo all’inizio a firma di Giuseppe Montesano. E’ scritto in maniera abbastanza divertente e l’autore, partendo dai pulcini, continua con un’amara, ma allo stesso tempo divertente, considerazione sui loro figli e sulle loro aspirazioni future.
Lo sottopongo alla vostra lettura.
“Con l’aria di chi non può credere a una cosa meravigliosa, Francesco Cuore sbatte la mano sul giornale, eccitato. La scienza è veramente grande! Lo sappiamo che cosa hanno scoperto i ricercatori? «Che i pulcini sanno contare!
pulcini
Avete capito? Contano fino a sedici! E da sinistra a destra, proprio come gli esseri umani…» «Vabbuò, e che vuol dire? Pure mio figlio Piero sa contare fino a sedici, però mica è un essere umano…»
E poi i pulcini contano già a cinque giorni, e suo figlio Piero tiene sedici anni. E Sasà Tomo alza le spalle, amareggiato. «Ma no! Tu esageri sempre! L’importante sono gli interessi che hanno i giovani, le passioni, le curiosità… Capisci? È importante come si vedono proiettati nel futuro… Sasà, che vuole fare tuo figlio?» «Il tronista.» «Il tro… Proprio quel tronista nel programma televisivo di… Il tipo che sta là con tutte le tipe attorno che sbavano e lui prende e mette i piedi in testa ora a una ora a un’altra?…» «Esatto. Proprio quello. In persona.» Genny fissa la tazzina del caffè, non sa che dire. Ma Sonia Tolla scoppia a ridere. E questo sarebbe un problema? Che il figlio di Sasà Tomo vuole fare il tronista? E sa pure contare fino a sedici? Ma allora il figlio di Sasà è Einstein! «Sasà, tuo figlio è un grande! Tuo figlio guarda lontano! Tuo figlio tiene grandi progetti!» «Ma perché, scusa, tua figlia che vuole fare?» «Susy? Susy si stanca a fare la matematica, il latino, la biologia, l’informatica, l’italiano, si stanca a scrivere, a leggere, a sentire, si stanca a fare tutto. E vuole lasciare la scuola per fare la tipa che si fa mettere i piedi in testa dal tronista! Se sa contare? Sì, fino a dieci milioni, però conta solo gli euro…» Alle parole di Sonia la discussione si accende. Secondo Lilla Cuomo un lavoro è un lavoro, e di questi tempi uno sputa su un lavoro sicuro di tipa che si fa mettere i piedi in testa dal tronista? In fondo che male c’è? Vai in televisione, i vicini ti invidiano, ti vanti a destra e a sinistra: una bella vita! Genny è d’accordo con Lilla Cuomo, e confessa di essere invidioso di Sonia: la figlia sì che ha dei progetti! Ma suo figlio? Suo figlio Paco dice che lui non vuole fare niente, e, al massimo, vuole vivere di rendita con la pensione del padre e della madre. «Scusa, toccando ferro: e se poi morite presto?» «Se moriamo presto, Paco dice che lui va dall’avvocato, gli dà una bella mazzetta di soldi e trova il sistema di farsi fare la reversibilità della pensione…» «E sei fortunato!» «Fortunato?» «E certo! Io ho visto i gemelli che si facevano i conti di quanto gli veniva in tasca a testa dall’assicurazione sugli incidenti in casa se io morivo subito! Da allora mi chiudo sempre a chiave e faccio assaggiare gli spaghetti a mia moglie…» L’avvocato Furt picchietta con le dita sul tavolino, nervoso. Forse si deve chiudere anche lui a chiave? Lui a suo figlio Giampi gli ha comprato la licenza elementare, la licenza liceale, la laurea, il Ferrarino e uno studio nuovo con praticanti e segretarie a Posillipo. Risultato? I clienti gli hanno detto che o Giampi smette per sempre di esercitare o gli mandano un killer a ucciderlo. E ora suo figlio quando lo vede fa «pà pà» con la mano a forma di pistola, gli chiede se ha già fatto testamento, poi dice che sta scherzando e si va a prendere l’aperitivo con gli amici a piazza Vanvitelli. Ma Anna Manna lo interrompe, indignata. Non si pensano, queste cose! Ma che colpa tengono questi bravi figli? «Avvoca’, e ghià, i giovani si devono divertire…» «E se non lo fanno adesso quando lo devono fare?» «Si devono sentire inferiori agli altri? Mai! E allora ci dovete comprare il Ferrarino…» «E pure stu studiare! A che serve?» «A niente! Io tengo la licenza elementare, ma coi cartoni per le pizze mi so’ fatto la villa a Maiori!» «Io so’ analfabeta, però evado le tasse una bellezza…» «Troppa cultura inaridisce il cuore…» «Chi studia è infelice…» Nel sollievo generale, solo Francesco Cuore si è depresso, e si chiede se è un buon padre. Suo figlio non solo sa contare meglio del pulcino, ma conosce anche Leopardi e le equazioni! Sarà infelice?” (Giuseppe Montesano)

martedì 5 gennaio 2010

BUONA BEFANA!!!!!!














La sua origine si perde nella notte dei tempi, discende da tradizioni magiche precristiane e, nella cultura popolare, si fonde con elementi folcloristici e cristiani: la Befana porta i doni in ricordo di quelli offerti a Gesù Bambino dai Magi. L’iconografia è fissa: un gonnellone scuro ed ampio, un grembiule con le tasche, uno scialle, un fazzoletto o un cappellaccio in testa, un paio di ciabatte consunte, il tutto vivacizzato da numerose toppe colorate.
Si rifà al suo aspetto la filastrocca (la Befanata) che viene recitata in suo onore:

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col cappello alla romana...

VIVA VIVA LA BEFANA!





Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, a cavalcioni di una scopa, sotto il peso di un sacco stracolmo di giocattoli, cioccolatini e caramelle (sul cui fondo non manca mai anche una buona dose di cenere e carbone), passa sopra i tetti e calandosi dai camini riempie le calze lasciate appese dai bambini.Questi, da parte loro, preparano per la buona vecchia, in un piatto, un mandarino o un’arancia e un bicchiere di vino. Il mattino successivo insieme ai regali troveranno il pasto consumato e l’impronta della mano della Befana sulla cenere sparsa nel piatto.



ED ORA QUALCHE FRASE CURIOSA E DIVERTENTE!!!!

Istruzioni di volo per la notte del 6 gennaio:
- Revisionare accuratamente la scopa,
- Coprirsi bene per prevenire i reumatismi dell’età,
- Mettere poco peso nel sacco per facilitare il decollo,
- Tenere sempre la destra per evitare le collisioni,
- Salutare le amiche in volo!
Buona befana!
Ansa: entrato in vigore il decreto sul controllo della velocità riguardante lo spazio aereo.
Gioia, vai piano stanotte altrimenti ti sequestrano la scopa!

Abbiamo letto il suo curriculum e preso visione della sua foto. Ritenendola idonea alla mansione la preghiamo di passare entro il 6/01 a ritirare la scopa. È assunta!


Il 6 gennaio farà molto freddo, mi raccomando copriti bene perché volare con la scopa è facile ammalarsi ed io ti voglio in forma. Auguri per l’Epifania
Ricordati di revisionare la scopa e volare in alto quando passi sopra la mia casa. Auguri per la tua festa!

Ciao! Scusa se ti disturbo, ma ho bisogno urgente di 1 favore.
Potresti mandarmi una tua foto?
I miei amici non credono che conosco la befana!

Ieri notte il cielo era bellissimo… pieno di stelle… poi guardando meglio ho visto anche te… ma mi spieghi dove andavi su quella scopa? Auguri!
Se il 6 gennaio vedi la befana che corre verso di te piangendo e ti abbraccia… non avere paura… è solo contenta di aver ritrovato la sua sorella gemella!
Care amiche belle e brutte, sulle scope ci siam tutte! Dolci e doni ai più esigenti nelle calze autoreggenti… mentre invece ai cattivoni solo sacchi di carboni! Lasciati i doni sulla scia… baci, auguri e voliam via!

PER FINIRE UN VIDEO SIMPATICO!!!








giovedì 31 dicembre 2009

BUON 2010

ECCO CI SIAMO!!!!
UN ALTRO ANNO SE NE VA!!!!!
Siete pronti per salutare quello vecchio e brindare a quello nuovo?
Che esso sia foriero di cose belle….speriamo quindi che con il botto di mezzanotte voli via ogni male, ogni tristezza e che al loro posto subentrino gioia, salute e serenità!!!



IL COUNTDOWN HA INIZIO….3..2...1... CIN CIN











Per l’occasione gustatevi questo video creato appositamente per voi!!!!!









venerdì 18 dicembre 2009

NATALE E'......... Tra atmosfera, usanze e tradizioni, usanze gastronomiche a Napoli e ...non solo





PRESENTAZIONE AL VIDEOIl video che sottopongo alla vostra attenzione è scaturito da una ricerca fatta in occasione del Natale insieme ai miei alunni di quinta classe, nell’ultimo anno scolastico in cui sono stata in servizio (2006/07).
Esso era stato realizzato in Presentazione utilizzando il programma Power Point, ma per l’occasione ho eliminato qualche diapositiva e ho trasformato quelle restanti in immagini (IPG), in modo da poter creare un video e poterlo postare qui nel blog.
Il percorso del lavoro si snoda attraverso tre tematiche:
• Atmosfera tra….. Passato e Presente….nel mondo e a Napoli
• Usanze e Tradizioni in…. Europa, Italia e Napoli
• Usanze Gastronomiche…..qua e là nel mondo e a Napoli.

BUONA VISIONE E ANCORA…
….TANTI AUGURI DI BUON NATALE!!!!!!

UN CONSIGLIO UTILE
Poiché le scritte contenute in ciascun fotogramma del video sono piuttosto lunghe, consiglio, almeno alla prima visione, di fermare l’immagine quando è necessario, in modo da avere il tempo di leggere con calma. Ho cercato di rallentare i fotogrammi quanto più possibile, di più non avrei potuto fare, in quanto la durata massima del video non può superare i 10 minuti. Grazie !!!!






giovedì 17 dicembre 2009

“IL CEPPONE DI SANTA LUCIA….. a Sorrento”



Il giorno 13 Dicembre, giorno in cui ricorre la festività di Santa Lucia, sono stata a Sorrento, localita’ della costiera sorrentina da tutti conosciuta, per assistere ai festeggiamenti in onore di questa Santa nella omonima chiesetta.





Ma prima di giungere a Sorrento, abbiamo fatto tappa a Vico Equense, dove abbiamo non solo ammirato le bellezze del panorama, ma anche consumato il pranzo a base di frittura all’italiana, “assaggi” (si fa per dire) di vari tipi di pizze (almeno 6 o 7 tipi diversi), dolce a scelta fra baba’, cassata, torta caprese, torta alle fragole, delizie al limone e altre presso il mitico ristorante-pizzeria “Da Gigino, pizza a metro” (adesso chiamato anche L’UNIVERSITA’ DELLA PIZZA”.
Tutto cio’ è stato preceduto da una tombolata, dove non solo sono stati premiati i vincitori della cinquina e della tombola, ma anche tutti i partecipanti.
Qualche breve notizia su Vico EquenseLa costa di Vico Equense è tutta un susseguirsi di spiagge dal mare limpido, tutte attrezzate con le più moderne strutture della balneazione. Venendo da Castellammare si susseguono fino allo Scrajo, luogo ricco di sorgenti sulfuree dalle qualità terapeutiche, spiagge frequentatissime alle quali si legano incantevoli segmenti di costa che si protendono verso la Marina di Vico.
Dopo un tratto di mare aperto, sotto la Cattedrale gotica a strapiombo, inizia la Marina di Aequa con complessi turistici e balneari, che si conclude con la spiaggia detta delle "Calcare".
Ma ritorniamo a Sorrento e al motivo principale della giornata.
Tra le antiche tradizioni di Sorrento c’è anche quella di accendere un ceppone in occasione della festa di Santa Lucia.
Presso l’omonima chiesa parrocchiale (poco distante da Piazza Tasso), infatti, alla vigilia della festa di Santa Lucia, esiste l’usanza di accendere un rogo purificatore che si presta a molteplici significati simbolici.
Il Ceppone di Santa Lucia a Sorrento, infatti, può essere interpretato come espressione di fede ardente, come desiderio di purificare luoghi ed anime, come strumento per richiamare l’attenzione dell’intera città sulla devozione da riservare alla Santa.
Destinato ad ardere per due giorni (il 12 ed il 13 dicembre), il ceppone di Santa Lucia a Sorrento, può essere interpretato anche come una sorta di luce destinata a testimoniare le virtù taumaturgiche di Santa Lucia (protettrice della vista).
Attorno al Ceppone che ogni anno richiama migliaia di persone, in ogni caso, non fervono solo attività religiose. Sacro e profano sono i due ingredienti dell’evento che vede raccolti in silenziosa preghiera i devoti di Santa Lucia nella Chiesa del “rione sorrentino” e contemporaneamente si festeggia con allegria la ricorrenza gustando i panini con la salsiccia intorno al falò. Da ben 31 anni, infatti, si rinnova la sagra della salsiccia e della porchetta, si organizzano canti intorno al fuoco e si allestisce un suggestivo mercatino dove, tra l’altro è possibile assaggiare squisitissimi dolci appositamente preparati dalle casalinghe della frazione con finalità davvero benefiche.
Oltre a deliziare il palato di quanti decidano di acquistare le leccornie in esposizione, infatti, si può anche fare qualche opera di bene. Nel senso che il ricavato della vendita delle torte o dei dolciumi viene destinato ad azioni di beneficenza.
In un clima di sana ed euforica allegria, insomma, attorno al Ceppone di Santa Lucia a Sorrento fervono mille diverse attività.
Verso le ore 19, un po’ umidi per la pioggia che ci ha colto nell’ultima parte della giornata, abbiamo raggiunto il pulmann e siamo tornati a casa.
Qui sotto c'è un video realizzato con le foto che ho scattato in occasione di questa passeggiata fatta a Vico Equense e a Sorrento .
Buona visione!!!