giovedì 13 agosto 2009

BUON FERRAGOSTO






































…Quando cadono le stelle….

Sapevate da cosa ha avuto origine la tradizione che indica la notte di San Lorenzo come “la notte della pioggia di stelle” ?
Il giorno di San Lorenzo (10 agosto) si assiste tradizionalmente al fenomeno delle stelle cadenti, in realtà una pioggia di piccoli meteore, che è particolarmente visibile in quei giorni.
Celebre anche la poesia di Giovanni Pascoli, che interpreta la pioggia di stelle cadenti come lacrime celesti, intitolata appunto, dal giorno dedicato al santo, X AGOSTO:


« San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla…»

Ebbene, io me lo sono chiesto e ho fatto così la mia ricerca in Internet che riporto qui.

Nella notte di San Lorenzo, a cadere dal cielo sono frammenti di roccia e ghiaccio, delle dimensioni di un grosso ciottolo. Appartengono ad una cometa, che ogni 130 anni si avvicina a noi, e nell’anno 3000, per vedere le stelle cadenti si dovrà attendere la fine di agosto. Responsabile dello spettacolo delle “stelle cadenti” è la cometa Swift-Tuttle che, partendo dai confini del sistema solare torna verso la terra ogni 130 anni, sciogliendo parte del suo mantello di ghiaccio non appena si avvicina al sole.
Lewis Swift ed Horace Tuttle la identificarono per la prima volta nel Luglio del 1862, ma il merito di avere capito che la “pioggia di stelle” d’agosto deriva da questa cometa spetta all’astronomo italiano Giovanni Schiapparelli. Grazie al fatto che la cometa rimase visibile per mesi, Schiapparelli potè osservarla con assiduità, calcolando il suo percorso nello spazio, stabilendo che il nostro pianeta interseca la sua scia di polveri nell’agosto di ogni anno.
Una magia che dura diverse notti. Infatti le meteore si manifestano già dal 25 Luglio fino al 18 Agosto. Il loro massimo non coincide più con la festa di San Lorenzo, ma si verifica 2 giorni dopo, il 12 Agosto: tutta colpa del lentissimo variare dell’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre, che lo fa allontanare dalla festa del santo al ritmo di quasi un giorno e mezzo ogni 100 anni, e così nel 3000 per ammirare la pioggia di stelle dovremo aspettare fino alla fine di agosto.
La cometa Swift-Tuttle è tornata nelle vicinanze della terra nel 1992. Il primo a rivederla, come un puntino luminoso nella costellazione dell’Orsa Maggiore è stato un astrofilo giapponese la notte del 26 settembre. Per il prossimo passaggio dovremo aspettare il 2126.
Per chi le osserva nella notte, le stelle cadenti sembrano provenire quasi tutte da un punto preciso della volta celeste. In realtà “cadono” parallele l’una all’altra irradiandosi dalla costellazione dei Perseo, da cui prendono il loro vero nome, Perseidi. A produrle sono pezzi di ghiaccio e roccia, che penetrano nell’atmosfera ad una velocità compresa tra 30 e 75 chilometri al secondo (oltre 50 volte quella di una pallottola di fucile), a causa del calore dovuto all’attrito bruciano completamente prima di arrivare al suolo.
La coda della cometa Swift-Tuttle non è l’unica ad incendiare i nostri cieli. Esistono decine di altri “sentieri polverosi” lasciati da altre comete che la terra incrocia ogni anno alla stessa data nel corso del suo giro intorno al sole, le principali sono Halley (18 aprile-28 maggio e 10 settembre-28 ottobre), Thatcher (16-25 aprile), Tempel-Tuttle (14-21 novembre) e l’asteroide 3200 Phaeton (7-17 dicembre).
Comete a parte, sono numerosissimi i frammenti di roccia che vagano nello spazio, si tratta dei “rimasugli” della nube primordiale da cui è nato il sistema solare. Quelli che cadono sulla terra accrescono la massa del pianeta di una ventina di tonnellate
ogni giorno.
Come ogni estate, allora, appuntamento sotto il cielo di agosto con le “Perseidi” o Lacrime di San Lorenzo che appariranno numerose nelle notti tra il 10 e il 13, con un massimo di attività che, a causa dell’anno bisestile, è previsto alle 13.30 del 12 agosto.
Quindi la notte migliore per osservarle sarà quella tra l’11 e il 12 agosto, quando si potranno contare oltre cento meteore all’ora. Ma la visibilità sarà ottimale anche nelle notti successive, specialmente dopo mezzanotte quando la Luna sarà tramontata, lasciando il cielo più scuro e libero per l’apparizione delle scie più deboli.















“RISTORANTI CONTO-FAI-DA-TE”

Dopo gli alberghi “a zero stelle” ecco qualcosa di analogo per i ristoranti. Leggete questa notizia, sentita in tv e che sono andata ad approfondire su internet per saperne di più e riportarne qui un resoconto.
Tutti abbiamo ascoltato nei giorni scorsi, la notizia alquanto bizzarra di quei poveri turisti giapponesi truffati in un noto ristorante vicino Piazza Navona, che si sono visti recapitare un conto alquanto “salato” per il cibo consumato con una cenetta “romantica”.
Scatta, quindi, la protesta da parte dei ristoratori romani, che non ci stanno a passare davanti a tutto il mondo come dei veri e propri truffatori. Il loro obiettivo è quello di mostrare a romani e turisti di passaggio che, nella città eterna, esistono anche persone oneste.
Ed ecco, allora, che nella Capitale due locali hanno aderito a questa nuova iniziativa. In questi tempi di crisi e con le truffe sempre dietro l’angolo, la singolare trovata sta riscuotendo il favore del pubblico, come era ovvio che fosse.
Probabilmente, altre osterie seguiranno l’esempio proposto. Ma tutto questo come funziona? In questo caso è il cliente che si assume la responsabilità di stabilire il prezzo di tutto ciò che ha mangiato. Si tratta di una sorta di conto «autogestito».
Ogni cliente, può mangiare quello che più desidera, anche le prelibatezze più squisite. Una volta consumato il pranzo o la cena, completa di antipasti, primi e secondi piatti, al momento di apprestarsi a pagare, ognuno decide la cifra che ritiene più opportuna, secondo il suo personale criterio. E, naturalmente, senza aver paura di essere giudicato per questo.
Sta naturalmente alla coscienza di ognuno non imbrogliare e non approfittarsi della buona fede dei ristoratori.
Chi vuole mangiare e pagare con il conto «fai da te», può recarsi per esempio, presso una pizzeria-osteria, al quartiere Prati, che offre tale servizio il mercoledì sera.
Oppure, tra piazza Navona e il Chiostro del Bramante c’è la “pizza fai-da-te”.
Una proposta originale preferita sopr
attutto dai clienti stranieri, che spianano e si condiscono la pizza, infornata poi dai pizzaioli.
Una piccola “trovata” che puo’ trasformare la pausa tra un monumento e l’altro in un ricordo simpatico.
In alternativa, si può andare in un ristorante, con menù vegetariano, situato all’Esquilino.
Dopo una scorpacciata di pizza, pasta e antipasto di mare, il conto lo decidi tu senza limitazioni negli ordini.
A Verona, invece, c’è il primo «ristorante fai da te» che presto aprirà anche a Milano. Tutto self service, senza camerieri: scegli i prodotti freschi preconfezionati dagli espositori, li scaldi al microonde e consumi al tavolo. Un’idea ancora una volta dettata dall’economicità: abbattere i costi del personale e ridurre le code al bancone e ai tavoli. Inoltre i piatti preparati monodose (a breve anche le mezze dosi) sono anche take away (da asporto).
Una domanda, però, mi viene spontanea: mentre da un lato si risparmia, dall’altro non si contribuisce alla diminuzione dei posti di lavoro?

“RU-486…si, RU-486…no, questo il dilemma!!!”

Premetto che non sono mai stata pienamente a favore dell’aborto in generale (qualunque siano le modalità), ma solo quando è veramente necessario e in situazioni strettamente contingenti.
In questi giorni non si fa altro che sentire in tv e leggere sui quotidiani dell’arrivo della nuova pillola abortiva, la RU486. E la Chiesa ha annunciato scomuniche . Per la Ru486, quindi, c’è la scomunica per il medico, per la donna e per tutti coloro che spingono al suo utilizzo.
Ma l’aborto c’era anche prima della pillola, cambiavano le modalità, ma sempre aborto era!!!! Rispetto ai metodi abortivi tradizionali pare che questo nuovo metodo abbia il vantaggio di non richiedere l'ospedalizzazione della donna né interventi chirurgici, per questo si ritiene che provochi minori traumi fisici e psicologici e il tutto avviene all’interno delle mura domestiche col calore familiare e non in stanzette asettiche quali possano essere quelle degli ospedali. Sicuramente è un momento difficile per una donna affrontare tale momento, quindi se si possono alleggerire le sue sofferenze, oltre che fisiche, anche psicologiche, perché non farlo?
Il discorso, comunque secondo me, non è la pillola o l’intervento chirurgico, bensì, credo, il problema morale che una donna in queste situazioni, deve risolvere da sé, insieme alla propria coscienza. Assodato ciò non credo che ci siano rischi maggiori o minori di un aborto chirurgico.

Questa pillola serve certamente a patto che venga prescritta da medici competenti e seri, attraverso la sanità pubblica e solo per quei casi particolarmente gravi come ad esempio stupri, rischi effettivi di salute, malformazioni gravi, patologie.
La Ru486 è solamente una modalità alternativa all'aborto. Quindi, se si parla di Ru486, l'unica cosa importante è il paragone medico con la procedura chirurgica che presenta vantaggi e svantaggi.
L’efficacia e la sicurezza del farmaco è stata ampiamente testata. Già nel giugno 2007 l'ente europeo per il controllo sui farmaci ha approvato l'uso del mifepristone e ne ha ribadito la sicurezza.
Siccome siamo in un Paese in cui l'aborto è consentito per legge, se c'è la possibilità per cui si usi un sistema che sia meno invasivo per la donna, non vedo perché dire di no!
Comunque ribadisco il mio pensiero e cioè che, o con un metodo o con l’altro, bisogna prima essere d’accordo sull’idea di aborto ed io personalmente sono pro-aborto solo in casi veramente gravi, come ad esempio quelli in cui è compromessa la vita della mamma o del nascituro ed in altri pochissimi casi, come ho già detto su. Questa la mia opinione in merito, , ma mi piacerebbe, a questo punto, sentirne anche altre!

martedì 4 agosto 2009

FUOCI PIROTECNICI ....in gara mondiale a Valmontone

Conoscevo Valmontone solo come uscita autostradale nel tratto compreso fra Napoli e Roma. Poi qualche anno fa ho cominciato a sentirlo nominare più spesso per l’apertura di un grande OUTLET (che ho anche visitato una volta), sorto dopo quello di Castelromano, più vicino alla capitale. Questo è a circa 40 km da Roma, raggiungibile, appunto percorrendo l’autostrada Napoli – Roma e uscendo proprio a Valmontone.
Ma la notizia non è questa, bensì quella che qui, proprio all’interno dell’Outlet, si è svolta, dal 29 luglio fino al 4 agosto, la 7^ edizione del “Caput Lucis”, Campionato mondiale d'arte piromusicale. Peccato sia venuta a conoscenza di ciò solo ora!

Avendo sentito, per caso, la notizia in Tv ho voluto saperne di più, per cui mi sono documentata su Internet ed eccomi a trasmettere a voi una sintesi di quanto letto.
E’ una manifestazione giunta alla sua settima edizione che, per il prestigio conquistato negli anni, ha il patrocinio e il sostegno della Regione Lazio, della Provincia di Roma, del Comune di
Valmontone e delle ambasciate dei Paesi partecipanti.
Un grandioso e consolidato evento internazionale che mette in scena, in un'ambientazione unica ed emozionante, avvincenti coreografie di fuochi eseguite in perfetta sincronia con la musica, progettate ed eseguite dai migliori maestri del mondo.
Obiettivo principale della manifestazione è esaltare i valori e la storia di un’antica e nobile arte, quella pirotecnica, che fonde in performance altamente spettacolari le più avanzate tecnologie moderne con la tradizione artigianale, la ricerca continua di originalità, con una creatività artistica di valore assoluto.














Protagonisti i fuochi d'artificio, ma non solo. Previsti anche numerosi spettacoli, tra cui il concerto di Alessandra Amoroso, vincitrici della trasmissione Tv “Amici”.
Questa la notizia. Per quest’anno forse è già tardi, ma sicuramente il prossimo anno terrò d’occhio più assiduamente internet e spero di poter programmare per tempo questa visita e poter godere di questo spettacolo sempre molto suggestivo.




Questo ovviamente è solo un assaggio dei fuochi pirotecnici in gara e il video che ho scelto, tra i tanti presenti in You Tube relativi a questo evento, riguarda l'esibizione dei fuochisti italiani.
Pardon, ovviamente la competizione è stata vinta dall'ITALIA.

sabato 25 luglio 2009

Rassegna di quadri di un amico pittore

Questo è un omaggio ad un amico che, dopo varie insistenze da parte mia e molta resistenza da parte sua, ho convinto ad inviarmi i suoi dipinti e ne ho fatto un video che ora sottopongo all'attenzione di coloro che lo vorranno fare.




venerdì 24 luglio 2009

UNA GITA A ...CAPRI


Ogni anno di solito, almeno una volta (a giugno o a settembre) vado a Capri. E' sempre da scoprire, anche se ormai ci sono stata numerose volte. In questa occasione, però, ho fatto delle foto diverse dalle altre volte, includendo soprattutto paesaggi e panorami, pertanto, mi è venuta l'idea di farne un video da postare qui. Buona visione!

V Tappa Baveno (Lago Maggiore)TOUR 2008 PARIGI LONDRA BRUXELLES


V Tappa: Baveno (Lago Maggiore)
Rientro in Italia, costeggiando il Lago Maggiore e arrivo a Baveno.

IV Tappa Londra 0001 TOUR LUGLIO 2008 PARIGI LONDRA BRUXELLES

IV Tappa Dover-Calais-Bruxelles .
Visita della città (Grand-Place, Manneken-Pis, Atomium, arco di Trionfo, sede del Comitato delle Regioni europee, in esterno).

III tappa "Tour luglio 2008 Parigi, Londra, Bruxelles"


III Tappa del Tour: Canterbury- Londra .
Visita alla città di Londra (Abbazia di Westminster, Torre di Londra, Cattedrale di San Paolo, City, Oxford Street, Piccadilly Circus, Trafalgar Square, Buckingham Palace con cambio della guardia, Big Ben, Hyde Park, Covent Garden). London By night con passeggiata a Trafalgar Square e zona del Parlamento.
Visita del Castello reale di Windsor, British Museum e ..ancora Londra by night con passeggiata a Piccadilly Circus & Leicester Square.

II tappa Tour Parigi Londra Bruxelles


Questo è il video relativo alla II tappa: Parigi, Calais. Dover Canterbury
Partenza per Calais, imbarco sul traghetto per Dover (bianche scogliere), arrivo a Canterbury (visita della Cattedrale)

I Tappa "Tour luglio 2008 Parigi, Londra, Bruxelles"




Questo tour fatto la scorsa estate è risultato uno dei più belli che abbia fatto finora. Così con le molteplici foto fatte ho deciso di realizzare prima un pps (con animazioni e musica), ma poi, visto che non era pubblicabile e quindi visionabile anche da altri, ho deciso di farne un filmato. Mi sono cimentata x la prima volta col movie maker e l'ho realizzato, credo, benino e l'ho anche messo su you tube. A voi il giudizio!!!!! Ho dovuto suddividerlo in tappe xchè le foto erano tantissime e quindi qui metto i video relativi alle varie tappe.


Questo è il video relativo alla 1^ tappa: Aosta - Parigi


Visita della Parigi storica (Notre Dame ,Quartiere Latino, Giardini di Lussemburgo, Place des Vosges ) e Parigi Moderna (Opera, Madeleine, Place Vendome, Place de la Concorde, Les Invalides, Champs Elysées, Arco di Trionfo, Montparnasse e Montmartre con la Basilica del Sacré Coeur, Place du Tertre).
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giovedì 7 maggio 2009

10 Maggio “FESTA DELLA MAMMA”


Domenica 10 maggio è la FESTA della MAMMA e colgo l’occasione per formulare gli auguri a tutte le mamme .
La festa della mamma è una delle ricorrenze più dolci dell’anno, perché dedicata alla persona che più ci vuole bene e ci sta vicino durante la nostra vita: la mamma!


Non è importante l’età, il colore della pelle, la ricchezza:
la mamma è sempre la mamma!
W LA MAMMA



Nel corso dell’ultimo anno scolastico in cui sono stata in servizio (due anni fa), insieme con gli alunni di 5^ elementare, abbiamo fatto delle ricerche sull’origine di questa festa e, pertanto, mi è piaciuta l’idea di mettere qui, a disposizione di quelli che ancora non lo sanno, il risultato di tale ricerca.
ORIGINI DELLA FESTA
Questa festa ha origini molto lontane, infatti secoli addietro venivano compiuti antichissimi riti pagani che duravano diversi giorni, per festeggiare la rinascita della primavera ed il rifiorire della natura ed erano chiamati i giorni della “Grande Madre”, simbolo di fertilità.
Anche nell’antica Grecia gli elleni dedicavano alle loro genitrici un giorno dell’anno, con la festa in onore della dea Rea, madre di tutti gli Dei.
Gli antichi romani, invece, usavano festeggiare per una settimana intera la divinità Cibele che simboleggiava madre natura e tutte le genitrici.
La nascita dell’attuale festa della mamma, come la intendiamo noi, risale invece al XVII secolo e affonda le sue radici in Inghilterra, dove cominciò a diffondersi la tradizione del “Mothering Sunday” che coincideva con la quarta domenica di Quaresima.
In occasione di tali festeggiamenti venivano regalate delle rose rosse alle mamme e veniva preparato il “Mothering cake”, un dolce tipico a base di frutta.Nonostante fosse festeggiata già da molto tempo, la festa della mamma venne ufficializzata solo qualche tempo dopo.
Fu istituita nel 1914 negli stati Uniti su proposta di Anna M. Jarvis. Anna era molto legata alla madre, un'insegnante della Andrews Methodist Church di Grafton, nel West Virginia.
Dopo la morte della madre, Anna si impegnò inviando lettere a ministri e membri del congresso affinché venisse celebrata una festa nazionale dedicata a tutte le mamme. Questa festa doveva rappresentare un segno d'affetto di tutti nei confronti della propria madre mentre questa era ancora viva. Grazie alla sua tenacia e determinazione, la prima festa della mamma fu celebrata a Grafton e l'anno dopo a Filadelfia: era il 10 maggio 1908.Anna Jarvis scelse come simbolo di questa festa il garofano, fiore preferito dalla madre: rosso per le mamme in vita, bianco per le mamme scomparse. Nel 1914 il presidente Wilson annunciò la delibera del Congresso per festeggiare questa festa la seconda domenica di maggio, come espressione pubblica di amore e gratitudine per le madri del Paese.
Da quell'anno fu istituito il "Mother's Day". Oltre agli Stati Uniti questa data è stata adottata da Danimarca, Finlandia, Turchia, Australia e Belgio. In Norvegia viene celebrata la seconda domenica di febbraio , in Argentina la seconda di ottobre ; in Francia la festa della mamma cade l'ultima domenica di maggio edè celebrata come compleanno della famiglia.

In Italia la Festa della mamma si festeggia la seconda domenica di maggio, come negli Stati Uniti. I simboli di questa festa sono il rosso, il cuore e la rosa, che più di ogni altro fiore rappresenta l'amore e la bellezza e sa testimoniare l'affetto e la riconoscenza dei figli.







E concludo con una poesia di ringraziamento e tutte le MAMME e con un video!!!!




Grazie Mamma,
perché mi hai dato la tenerezza delle tue carezze,

il bacio della buona notte, il tuo sorriso premuroso,
la dolce tua mano che mi dà sicurezza।

Hai asciugato in segreto le mie lacrime,

hai incoraggiato i miei passi,
hai corretto i miei errori,
hai protetto il mio cammino,
hai educato il mio spirito,

con saggezza e con amore
mi hai introdotto alla vita।

E mentre vegliavi con cura su di me

trovavi il tempo per i mille lavori di casa।

Tu non hai mai pensato di chiedere un grazie।


Judith Bond





lunedì 23 marzo 2009

"A CITTA' 'E PULLECENELLA"

"La rabbia di chi vede Napoli trasformata agli occhi del mondo intero in una discarica a cielo aperto dove ognuno può buttare il peggio di sè...una specie di vergogna per il "bel paese". Nessuna retorica."

"CARUSO" di Lucio Dalla

UNO SPACCATO SULLA " MIA CITTA' ".....semplicemente incantevole

"NAPULE E'" di Pino Daniele

Napoli non è solo ciò che ci propongono i media. E' soprattutto altro...BELLEZZA...

domenica 22 marzo 2009

VIDEO, TESTO, TRADUZIONE E STORIA DI "Tammurriata nera"



Io nun capisco 'e vvote che succere
e chello ca se vere nun se crere.
E' nato nu criaturo, è nato niro,
e 'a mamma 'o chiamma gGiro, sissignore, 'o chiamma gGiro.
Seh, vota e gira seh, seh, gira e vota, seh
ca tu 'o chiamme Ciccio o 'Ntuono,
ca tu 'o chiamme Peppe o gGiro,
chillo 'o fatto è niro niro, niro niro comm'a cche...
S'o contano 'e cummare chist'affare
sti cose nun so' rare se ne vedono a migliare.
'E vvote basta sulo 'na 'uardata,
e 'a femmena è rimasta sott''a botta 'mpressiunata.
Seh, 'na 'uardata, seh
seh, 'na 'mprissione, seh
va truvanno mò chi è stato,
c'ha cugliuto buono 'o tiro
chillo 'o fatto è niro niro, niro niro comm'a cche...
E dice 'o parulano, embè parlammo,
pecché si raggiunammo chistu fatto ce 'o spiegammo.
Addò pastin' 'o grano, 'o grano cresce
riesce o nun riesce, semp'è grano chello ch'esce.
Meh, dillo a mamma, meh
meh, dillo pure a me
conta 'o fatto comm'è ghiuto
Ciccio, 'Ntuono, Peppe, gGiro
chillo 'o fatto è niro niro, niro niro comm'a che...
Seh 'na 'uardata seh
seh 'na 'mprissione seh
và truvanno mò chi è stato
c'ha cugliuto buono 'o tiro
chillo 'o fatto è niro niro, niro niro comm'a cche...
'E signurine 'e Caporichino
fanno ammore cu 'e marrucchine,
'e marrucchine se vottano 'e lanze,
e 'e signurine cu 'e panze annanze.
American espresso,
ramme 'o dollaro ca vaco 'e pressa
sinò vene 'a pulisse,
mette 'e mmane addò vò isse.
Aieressera a piazza Dante
'o stommaco mio era vacante,
si nun era p'o contrabbando,
ì mò già stevo 'o campusanto.
E levate 'a pistuldà
uè e levate 'a pistuldà,
e pisti pakin mama
e levate 'a pistuldà.
'E signurine napulitane
fanno 'e figlie cu 'e 'mericane,
nce verimme ogge o dimane
mmiezo Porta Capuana.
Sigarette papà
caramelle mammà,
biscuit bambino
dduie dollare 'e signurine.
A Cuncetta e a Nanninella
'e piacevan'e caramelle,
mò se presentano pe' zitelle
e vann'a fernì 'ncopp'e burdelle.
E Ciurcillo 'o viecchio pazzo
s'è arrubbato 'e matarazze
e ll'America pe' dispietto
ce ha sceppato 'e pile 'a pietto.
Aieressera magnai pellecchie
'e capille 'ncopp' 'e recchie
e capille e capille
e 'o recotto 'e camumilla...
'O recotto,'o recotto
e 'a fresella cu 'a carna cotta,
'a fresella 'a fresella
e zì moneco ten''a zella.
Tene ‘a zella ‘nnanze e arreto
uffa uffa e comme fetee
lle fete e cane muorto
uè pe ll’anema e chillemmuorto.
E levate 'a pistuldà
uè e levate 'a pistuldà,
e pisti pakin mama
e levate 'a pistuldà.

TRADUZIONE DI Tammurriata (tamburellata) nera
Io non capisco a volte che succede,
che quello che si vede non si crede!
è nato un bambino, è nato nero
e la mamma lo chiama Ciro,
sissignore, lo chiama Ciro!
Rigirala come ti pare, seh,
Rigirala come ti pare, seh
che tu lo chiami Ciccio o Antonio
che tu lo chiami Peppe o Ciro
il fatto è che quello è nero, nero come non si sa che!
Ne parlano le donne di quest'affare:
"Questi fatti non sono rari
se ne vedono a migliaia!
A volte basta solo una guardata
e la femmina è rimasta impressionata per il colpo!" (cioe' gravida)
Seh, una guardata, seh
seh una impressione seh
vai a trovarlo adesso chi è stato
che ha fatto il tiro buono (colpito nel segno)
il fatto è che quello è nero, nero come non si sa che!
Dice il contadino: "Su, parliamo,
perché se ragioniamo
questo fatto ce lo spieghiamo!
Dove si semina il grano, il grano cresce,
riesce o non riesce
sempre è grano quello che esce.
"Meh, dillo a mamma, meh
meh, dillo pure a me
che tu lo chiami Ciccio o Antonio
che tu lo chiami Peppe o Ciro
il fatto è che quello è nero, nero come non si sa che!
Seh, una guardata, seh
seh una impressione seh
vai a trovarlo adesso chi è stato
che ha fatto il tiro buono
il fatto è che quello è nero, nero come non si sa che!
Le ragazze di Capodichino
fanno l’amore coi marocchini,
i marocchini si buttano di slancio
le ragazze restano incinte (“con la pancia in avanti”).
American Express,
dammi il dollaro ché vado di fretta,
che sennò viene la Police e fa quello che vuole lei.
Ieri sera in piazza Dante
avevo la pancia vuota,
non ci fosse stato il contrabbando
sarei già andato al camposanto. (cioè sarei morto di fame)

Lay that pistol down, babe,
Lay that pistol down.
Pistol packin’ mama,
Lay that pistol down.*

Le ragazze napoletane
fanno figli con gli americani,
ci vediamo oggi e domani
a Porta Capuana.
Le sigarette per il papà**(o babà)
le caramelle per mammà,
il biscottino per il bambino
e due dollari per le segnorine.***
A Concetta e a Nanninella
le piacevan le caramelle,
ora si presentan come zitelle,
e vanno a finire nei bordelli.
E Churchill, quel vecchio pazzo
si è rubato i materassi,
e l’America, per dispetto
gli ha strappato i peli dal petto.
Ieri sera mangiavo bucce
coi capelli sulle orecchie,
i capelli, i capelli
il decotto di camomilla,
il decotto, il decotto
e la frisella con la carne cotta
la frisella, la frisella,
e zi’ frate tiene la rogna,
la tiene di dietro e davanti,
uffà, uffà come puzza,
gli puzza di cane morto,
all’anima de li mortacci sùi.

Lay that pistol down, babe,
Lay that pistol down.
Pistol packin’ mama,
Lay that pistol down.
Note per la traduzione:

"Ecco il testo esatto della misteriosa strofa:

E levate a pistulda'
Uh be' e levate a pistulda'
E pisti pakin mama
E levate a pistulda'

Si tratta della napoletanizzazione del ritornello della canzone
PISTOL PACKIN’ MAMA di Al Dexter (al vertice delle classifiche USA il 30 Ottobre 1943 e la cui versione più famosa è cantata da Bing Crosby assieme alle Andrews Sisters), probabilmente molto popolare tra i soldati americani giunti a liberare Napoli.
Il testo originale inglese era infatti:

Lay that pistol down,
babe,Lay that pistol down.
Pistol packin’ mama,
Lay that pistol down.

[**] Abbiamo qui lasciato “babà” per “papà” per conservare l’imitazione della “pronuncia del negro”.

[***] Ricordiamo che le cosiddette “segnorine” erano le ragazze che, nell’Italia del dopoguerra, si prostituivano ai soldati alleati per pochi soldi, un fenomeno tipico non solo del dopoguerra italiano, ma di tutti i dopoguerra della storia, periodi di fame nera.


ORA UN PO' DI STORIA DELLA CANZONE


Nel 1945 Edoardo Nicolardi
è dirigente amministrativo di un ospedale di Napoli. Nel reparto maternità succede un fatto "strano": a una ragazza napoletana nasce un bambino dalla pelle nera. Qualcuno cerca delle scuse: forse c'è qualcosa che la scienza non sa spiegare? La realtà è invece chiara. L'anno prima erano entrati a Napoli i soldati americani e fra loro molti uomini di colore: da allora i casi di bambini nati con la pelle nera erano diventati frequenti. Edoardo Nicolardi (che ha già scritto i testi di canzoni napoletane di un certo successo, fra cui la celebre
Voce 'e notte del 1904) va a casa e scrive il testo di Tammurriata nera.
Il suo consuocero E.A. Mario,
celeberrimo musicista (autore fra l'altro della
Leggenda del Piave, il più famoso canto storico della Prima guerra mondiale), la mette immediatamente in musica e nasce una canzone ironica e delicata, fra le più belle e trascinanti della storia della canzone napoletana. La canzone diventa forse la migliore testimonianza delle condizioni di vita nella Napoli del primo dopoguerra, ed in tutte le città italiane dove la vita lentamente ricomincia.

Facente parte del repertorio del grande
Renato Carosone, Tammuriata nera è stata poi ripresa e rilanciata negli anni Settanta dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare, che ha diffuso questa canzone in tutta Italia e ne ha decretato il grande successo nazionale.

lunedì 23 febbraio 2009

ALCUNE FOTO DI NAPOLI

Piazza del Plebiscito vista di notte

















Panorama con sfondo Vesuvio




Posted by Picasa

martedì 17 febbraio 2009

ALLA SCOPERTA DELLE PICCOLE "PERLE D'ITALIA"

Vorrei conoscere altri comuni d'Italia poco noti e lancio una ricerca collettiva. Chi vive in paesini non conosciuti da tutti può inviarmi le foto ed alcune notizie relative, a questo indirizzo: rosberry@live.it.
Farà conoscere così il proprio paese a tutti gli altri. L'italia ne è ricca.
Comincio con uno che mi è stato segnalato: APIRO (MC)

APIRO - ORIGIN
ISono diverse le ipotesi fatte: dal greco “a piros” che significa senza fuoco, luogo di pace e senza guerra; dal latino “ad pirum” verso il pero, da un albero di pero che si trovava sulla collina su cui poi sorse il paese e che era punto di riferimento per il viandante. Lo stemma presenta un albero di pero sormontato dalla scritta “Urbanitas”, parola un tempo ricca di significati istituzionali, oggi riferimento alla cortesia e alla cordialità dei suoi abitanti.


ALCUNI CENNI STORICI


In origine, questo piccolo centro marchigiano possedeva diversi appellativi: Pire, Piro, Lapiro. L'attuale Apiro risale a prima del secolo XII, derivante dal greco pjr, pjros (fuoco). Secondo una prima ipotesi, Apiro era sotto il dominio dei greci-siculi, i quali, stanchi della guerra e alla ricerca di pace e serenità, si ritirarono sugli attuali "Piani" e fondarono il piccolo paese. Una seconda ipotesi, formulata dallo studioso Giovanni Mestica, è che Apiro derivi da un albero di pero posto sulla cima di una collina. Quest'albero era visibile da ogni parte, data la sua posizione, e quindi rappresentava un noto punto d'incontro per i viandanti. La terza ed ultima ipotesi è che questo nome derivi dalla Pira, oggetto usato nell'antichità per cremare i corpi dei re e dei sacerdoti, tantoché, nella contrada di Montalvello, sono stati ritrovati reperti di un cimitero. Lo stemma di Apiro rappresenta un albero di pero posto su una collina. Durante le invasioni barbariche, Apiro fu sottomesso e distrutto dai Longobardi e dai Goti. A quel tempo Apiro faceva parte del ducato di Spoleto e successivamente passò sotto lo Stato Pontificio. In questo periodo comparve la Valle di San Clemente, un'entità politica che si estendeva lungo la Valle del Grande Musone e dell'Esinante. nel territorio di questa valle vi sono molti Castelli: Insulas Orgalis, Civitella, Castreccioni, Castel Sant'Angelo, Castello delle Favete, Castello di San Pietro, Moscosi. Il più importante per la sua posizione fu il Castello di Apiro che non fu estraneo alle lotte sia del Papato, sia dei comuni italiani con Federico Barbarossa e fu governato dai Vicari imperiali.
Alcune specialità gastronomiche marchigiane

E' tra Macerata e Ascoli Piceno il luogo di origine della "porchetta", tipica della cucina romana ma che è stata inventata qui, nelle Marche. L'uso del maiale è diffusissimo, soprattutto per la produzione di salumi di ogni tipo. In tema di arrosti e di spiedi, inoltre, questa regione ha una notevole specializzazione. E' diffusissimo l'uso del "pilotto", un pezzo di lardo avvolto in carta gialla da macellaio che viene utilizzato bruciando la carta che lo contiene e facendo colare il grasso fuso sulle carni in cottura sullo spiedo.

Tra gli spiedi è famoso anche l'arrosto "alla ghiotta" (o "leccarda"), che è un recipiente che viene posto sotto allo spiedo per raccogliere le gocce di unto che piovono durante la cottura; in questo recipiente vengono messi del vino rosso, dell'aceto, delle fette di limone, delle foglie di salvia e delle olive nere. Il grasso bollente che vi piove fa sprigionare da queste sostanze un aroma che resta impregnato nelle carni. Nelle Marche il pesce impera. S.Benedetto del Tronto è uno dei maggiori centri italiani della pesca. Tra i piatti di mare comanda il "brodetto", una zuppa che non ha nulla da invidiare alle migliori zuppe di pesce italiane. Ne esistono di due tipi: quello di Ancona e quello di Porto Recanati.
Nel primo sono preferiti i pesci di scoglio insieme a triglie e calamari; il secondo è essenzialmente basato sulle seppie, insieme al palombo, al merluzzo e al cefalo. La caratteristica è la presenza dello zafferano selvatico che dà colore e un penetrante aroma. Il brodetto è il capolavoro della cucina marchigiana.

I prodotti tipiciLe olive all'ascolana
Sono olive verdi della zona eccezionalmente polpose che vengono tagliate a spirale, farcite con un ricco ripieno a base di carni miste e salumi, quindi ricomposte, impanate e fritte.
Il pan pepato è un pane rustico piccante e dolciastro di farina, sapa e molto pepe, un tempo tradizionale del periodo della mietitura.
I formaggi
Il bazzott è un formaggio da tavola di latte di pecora, puro o mischiato a latte vaccino che si consuma a metà stagionatura. Il suo nome infatti significa "né fresco né maturo".
La caciotta, conosciuta anche con il nome di caciofiore è un formaggio di latte ovino con pasta dolce, burrosa e delicata. La più rinomata è quella di Urbino.
Di pecorino esistono vari tipi nelle Marche. Nella sola provincia di Pesaro, a Talamello, viene avvolto in foglie di noce e poi fatto invecchiare in grotte di tufo, a San Leo, invece, viene fatto maturare in speciali anfore di terracotta, a Casteldelci le forme di pecorino vengono sottoposte a un trattamento, ripetuto per tre giorni, che consiste in una immersione nel siero bollente seguita dalla salatura.
Lo slattato è un formaggio molle di latte vaccino intero somigliante allo squaquaron romagnolo e alla crescenza lombarda.
I salumi
La barbaja è la guancia suina salata e conservata, corrispondente al guanciale delle cucine abruzzese e laziale.
Li ciarimbuli sono grosse budella di maiale prima salate, poi trattate con pecorino e semi di finocchio. Vengono tenute a prendere fumo per una settimana, quindi si cucinano alla griglia. Il ciausculu, dal nome dialettale con il quale si identifica il budello gentile nel quale si insacca, è un salame confezionato con carne suina piuttosto magra tritata fine, poi aromatizzata all'aglio e ben pepata.
Nella versione chiamata ciausculu bastardu la carne di maiale viene arricchita da pancetta passata nella trafila così tante volte che resta morbida anche dopo la stagionatura e rende questo prodotto locale una crema che si può spalmare sul pane.
La coppa marchigiana è un salume di carne della testa del maiale mista a cotenne, cotta e poi aromatizzata con sale, pepe, cannella o noce moscata, mandorle, pinoli e scorza d'arancia, e infine fatta raffreddare sotto pressa.
Il cotechino di San Leo è preparato con guanciale di maiale, cotenna, pancetta e spalla macinati insieme e conditi con sale, pepe nero, pepe garofanato, noce moscata e cannella. Viene lessato come altri tipi di cotechino e poi accompagnato da lenticchie o fagioli.
La goletta è la gola del maiale, comprendente lardo e magro, opportunamente salata e stagionata.
Il mazzafegato di Fabriano è carne di maiale tritata con fegato e polmone, poi salata e pepata. Dopo la preparazione tutto l'impasto tritato viene insaccato in un budello e poi appeso a prendere fumo.
La porchetta alla marchigiana viene preparata sia nella misura piccola sia in quella grossa. Per imbottirla si adoperano finocchio selvatico, molto aglio a spicchi interi, rosmarino, sale e pepe, il tutto imbevuto di vino bianco secco.
Il prosciutto di Montefeltro ha la forma di una pera, è del tipo salato e viene appeso a prendere fumo. La parte scoperta della cotenna è rivestita di pepe macinato.
Il salame di Montefeltro è prodotto con la carne della coscia e della lombata, impepata abbondantemente con pepe in grani e pepe macinato.
La soppressata di Fabriano si prepara con carne magra macinata e rimacinata unita a dadi di pancetta, salata, impepata, insaccata nelle budella dello stesso maiale, quindi affumicata e poi stagionata.
A Fabriano si trova pure un ottimo salame di carne della coscia non tritata ma tagliata col coltello.


ALCUNE IMMAGINI
Dolci tipici
Olive
Formaggi
Funghi
Tartufo

Uva

domenica 4 gennaio 2009

RICETTA NATALIZIA NAPOLETANA: Gli struffoli



STRUFFOLIPorzione: per 10 persone


Ingredienti:- Farina 600 gr ,- Uova 4 + 1 tuorlo,- zucchero 2 cucchiai ,- burro 80 gr (una volta si usava lo strutto: 25 gr.)- 1 bicchierino di limoncello o rum,-Scorza di mezzo limone grattuggiata- Sale un pizzico- olio (o strutto) per friggere
Per condire e decorare:-Miele 400 gr ,-confettini colorati (a Napoli si chiamano "diavulilli")-confettini cannellini (confettini che all'interno contengono aromi alla cannella)-100 gr di arancia candita, 100 gr di cedro candito, 50 gr di zucca candita (si trova solo a Napoli: si chiama
"cucuzzata")

Questa è la ricetta tradizionale caratterizzata dall'assenza di lievito e struffoli particolarmente croccanti. Nel caso si preferiscono più gonfi, si può aggiungere all'impasto un pizzico di bicarbonato o di ammoniaca per dolci. In questo caso, la pasta deve riposare alcune ore.

Procedimento: Disponete la farina a fontana sul piano di lavoro, impastatela con uova, burro, zucchero, la scorza grattugiata di mezzo limone,un bicchierino di rum e un pò di sale. Ottenuto un amalgama omogeneo e sostenuto, dategli la forma di una palla e fatelo riposare mezz'ora. Poi lavoratela ancora brevemente e dividetela in pallottole grandi come arance, da cui ricavare, rullandoli sul piano infarinato, tanti bastoncelli spessi un dito; tagliateli a tocchettini che disporrete senza sovrapporli su un telo infarinato. Al momento di friggerli, porli in un setaccio e scuoterli in modo da eliminare la farina in eccesso.
Friggeteli pochi alla volta in abbondante olio bollente: prelevateli gonfi e dorati, non particolarmente coloriti. Sgocciolateli e depositateli ad asciugare su carta assorbente da cucina.Fate liquefare il miele a bagnomaria in una pentola abbastanza capiente, toglietela dal fuoco e unite gli struffoli fritti, rimescolando delicatamente fino a quando non si siano bene impregnati di miele. Versare quindi la metà circa dei confettini e della frutta candita tagliata a pezzettini e rimescolare di nuovo. Prendete quindi il piatto di portata, mettetevi al centro un barattolo di vetro vuoto (serve per facilitare la formazione del buco centrale) e disponete gli struffoli tutt'intorno a questo in modo da formare una ciambella. Poi, a miele ancora caldo, prendete i confettini e la frutta candita restanti e spargetela sugli struffoli in modo da cercare di ottenere un effetto esteticamente gradevole. Quando il miele si sarà solidificato, togliete delicatamente il barattolo dal centro del piatto e servite gli struffoli.